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Scatta la quarantena per Bulgaria e Romania

Salute

SALUTE. «Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria. Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Eu ed extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione». Parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, che oggi ha incontrato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per una verifica puntuale del quadro epidemiologico a livello internazionale.

Speranza, in mattinata, aveva anche di stare “lavorando a un grande piano per la sanità. Credo che serva una cifra da 20 miliardi in su, se vogliamo davvero fare una rivoluzione copernicana». Per il ministro serve, tra le altre cose, «un grande intervento sulla sanità del territorio. Dobbiamo lavorare a un grande piano di rilancio della sanità pubblica. Oggi abbiamo bisogno di una fase espansiva, dopo una stagione di tagli", ha aggiunto. Dove si interverrà? Speranza ha specificato che gli «ambiti sono vari. Noi abbiamo bisogno di un grande investimento sulla sanità digitale, tema sul quale l'Italia è in ritardo. Abbiamo bisogno di investire sulla sanità del territorio, sui presidi ospedalieri. C’è poi il tema enorme - ha proseguito il ministro - che riguarda la nostra capacità come paese di attrarre gli straordinari investimenti che si fanno a livello globale sull'industria farmaceutica, e c’è anche un grande tema tra sanità e ambiente. Io penso che - ha sottolineato Speranza - dobbiamo lavorare a un grande piano di rilancio del nostro Ssn e della nostra sanita' pubblica».

E sul dove reperire le risorse, Speranza ha chiarito: «A me vanno bene il Mes, il Recovery Fun, le risorse prese con le nostre aste ordinarie, quello che non può accadere è che le risorse non arrivino. Penso che se c’è una stagione in cui arrivano nuove risorse, il Servizio sanitario nazionale deve essere il primo capitolo da finanziare». Anche sul ricorso al Mes il ministro non ha nessun pregiudizio: «Io lavoro costantemente per portare più risorse al Servizio sanitario nazionale - ha sottolineato -. Oggi io spingo perché tutte le risorse possibili arrivino al Ssn. Le risorse del Mes sono assolutamente significative e arrivano a tassi convenienti».

D’altra parte questi mesi difficili, in cui i cittadini hanno imparato a combattere il coronavirus, «ci hanno insegnato tante cose. E tra queste - ricorda Speranza - quella di essere molto determinati. Possiamo provare a contenere la seconda ondata se sapremo essere veloci e determinati nell'isolare i casi, individuare i focolai e contenerli immediatamente».

Il ministro ha parlato anche di scuola: «Sono convinto che a settembre le scuole riapriranno. Il punto di queste ore è farle riaprire in totale sicurezza. È stata la scelta piu' dolorosa chiudere la scuola per l’emergenza Covid, ma in quel momento non potevamo consentire il movimento di 10 milioni di persone. Stiamo lavorando a un rapporto più stretto e organico tra l'istruzione e il Servizio anitario nazionale - ha aggiunto -. Quello che è certo è che non possiamo scaricare solo sulle spalle di presidi e insegnanti una vicenda che è di natura sanitaria». Speranza ha spiegato che per costruire questo rapporto organico, «faremo test sul personale che lavora nelle scuole prima dell'inizio delle scuole, e poi avremo una fase di campionamento, di verifica e di monitoraggio molto costante. Scuola e sanità devono affrontare insieme la sfida della riapertura».

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