Meteo
 


Fatti&Storie

Istat, Italia penultima per livello d'istruzione

Istat

ROMA L'indagine Istat non lascia dubbi: per quanto riguarda il livello d'istruzione l'Italia è al penultimo posto in Europa, seguita soltanto dalla Romania. E se per i laureati ci sono più opportunità di lavoro rispetto ai diplomati, lo svantaggio femminile è ancora molto forte.

Lo rende noto l'Istat nel Report sui livelli di istruzione e ritorni occupazionali nel 2019. Il nostro Paese, tra l'altro, è fanalino di coda in Europa per numero di laureati, una quota su cui si registra uno stallo.

La strategia Europa2020, sottolinea il rapporto dell'Istat, aveva tra i target per l'istruzione l'innalzamento della quota di 30-34enni in possesso di un titolo di studio terziario, considerato un obiettivo fondamentale per una “società della conoscenza”.

Giovani laureati

Nel 2019, in Italia, la quota di giovani laureati non cresce (27,6%; -0,2 punti rispetto al 2018) mentre l'Unione europea, la Francia, la Spagna e il Regno Unito (pur avendo già superato l'obiettivo strategico del 40%) registrano, nel 2019, un ulteriore aumento (+0,9, +1,3, +2,3 e +1,2 punti).

L'Italia resta dunque al penultimo posto nell'Unione Europea, seconda solo alla Romania.

La bassa quota di giovani con un titolo terziario risente anche della limitata disponibilità di corsi terziari di ciclo breve professionalizzanti, in Italia erogati dagli Istituti tecnici superiori. Nonostante tali corsi siano diffusi solo in alcuni Paesi europei, in Spagna e in Francia danno origine a circa un terzo dei titoli terziari conseguiti.

I giovani sono più istruiti del resto della popolazione: nel 2019, oltre i tre quarti (76,2%) dei 25-34enni ha almeno il diploma di scuola secondaria superiore, a fronte di appena la metà (50,3%) dei 55-64enni, del 57,7% dei 45-54enni e del 68,3% dei 35-44enni. Anche se lo svantaggio dell'Italia rispetto al resto dell'Europa nei livelli di istruzione della popolazione, pur riducendosi nelle classi di età più giovani, resta comunque marcato. 

Gli stranieri

Il divario con la media europea è ancora più marcato se si considerano i giovani stranieri: nel 2019, in Italia, solo il 12,8% dei 30-34enni stranieri ha un titolo terziario, a fronte del 38,7% nell'Ue (34,3% in Germania, 31,3% in Spagna, 42,8% in Francia e 55,7% nel Regno Unito).

Nel 2019, solo il 47,3% degli stranieri ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore (o un titolo equivalente) e appena il 12,0% un titolo terziario; tra i cittadini italiani le quote salgono al 64,0% e al 20,6% rispettivamente. Il gap di cittadinanza è ampio anche nella media Ue, seppur con sostanziali differenze tra i Paesi. Tuttavia, mentre nell'Ue e nei principali Paesi dell'Unione il livello di istruzione degli stranieri nel corso del tempo ha registrato importanti aumenti, in Italia la quota di stranieri con almeno il titolo secondario superiore si è molto ridotta (dal 2008, -6,3 punti contro i +4,7 punti nella media Ue) e quella di chi ha un titolo terziario è rimasta invariata (dal 2008: -0,5 punti; +8,9 punti nella media Ue). Nel 2008, il tasso di occupazione degli stranieri residenti in Italia era più elevato di quello medio Ue, per tutti i livelli di istruzione; l'impatto della crisi economica sull'occupazione straniera, però, è stato più forte che nel resto d'Europa, in particolare per i titoli di studio medio-alti, e anche la ripresa successiva è stata più flebile. Di conseguenza, nel 2019, il tasso di occupazione degli stranieri con titolo di studio medio-alto è significativamente inferiore a quello medio europeo; resta più elevato soltanto quello degli stranieri con basso livello di istruzione

Le donne

Nell'ultimo anno resta invariato il differenziale, molto marcato, a favore delle donne: una giovane su tre è laureata, mentre lo è solo un giovane su cinque, un vantaggio peraltro superiore a quello medio europeo. Ma il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (56,1% contro 76,8%).

Lo svantaggio delle donne si riduce con l’aumentare del livello di istruzione: le donne in possesso di un diploma hanno un tasso di occupazione di 25 punti superiore a quello delle coetanee con basso livello di istruzione (un vantaggio doppio rispetto agli uomini) e la differenza tra laurea e diploma è di 16,6 punti (scarto di oltre tre volte superiore a quello maschile).

Il Mezzogiorno

Molto marcato e in considerevole aumento negli anni il divario territoriale a sfavore del Mezzogiorno, dove si laurea circa un quinto dei giovani (21,2%, stabile rispetto al 2018), contro l'oltre 30% registrato nel Nord (31,4%, -1,1 punti rispetto al 2018) e nel Centro (31,3%, +1,4 punti).

I tassi di occupazione nel Mezzogiorno restano molto più bassi che nel resto del Paese e quelli di disoccupazione molto più alti, anche tra chi ha un titolo di studio elevato.

METRO

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Elezioni