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Federlegno e Assodidattica “Serve tempo per i banchi scuola”

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ROMA “Missione impossibile”. Prendendo in prestito il titolo del famoso film interpretato da Tom Cruise, Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica etichettano così in una nota il bando di gara indetto dal commissario Arcuri per i nuovi banchi scolastici. “Si pretende - scrivono - in 23 giorni la produzione di 5 anni”. 

“Leggendo il bando di gara indetto dal commissario Arcuri per l'acquisto di banchi monoposto e sedute destinati alle scuole italiane - affermano le associazioni imprenditoriali a cui aderiscono i produttori e i distributori italiani dell’arredo scolastico ed educativo, coprendo oltre il 95% del fatturato nazionale - viene da chiedersi se, prima di stenderlo, qualcuno si sia posto il problema se sarebbe andato deserto. Purtroppo sembra di no, nonostante, come da noi spiegato agli uffici competenti i numeri dicano che il bando andrà sicuramente deserto. Perché? Perché un acquisto centralizzato di 3,7 milioni di pezzi tra banchi monoposto e sedute, è pari ad oltre la produzione di 5 anni di tutte le aziende nazionali certificate per fornire arredamento alla pubblica amministrazione”.

E non è tutto. Le associazioni sottolineano anche che “il bando prevede la sottoscrizione del contratto entro il 7 agosto e la consegna nelle scuole (ovunque sul territorio nazionale) entro il 31 agosto. In pratica significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni. Certamente una missione impossibile”.

“Nella migliore delle ipotesi - spiegano Assufficio e Assodidattica - la capacità produttiva attuale potrebbe arrivare a 120.000 pezzi consegnati entro fine settembre, a patto che siano disponibili pannelli, tubolari, insomma tutti i componenti che concorrono alla realizzazione dei prodotti oggetto del bando. A tutto ciò si aggiunga anche che la consegna e la messa in loco degli arredi è in capo ai fornitori. Siamo stati messi davanti a una missione impossibile che avrà due gravi conseguenze. I ragazzi non potranno avere i nuovi banchi con ricadute sull'avvio dell'anno scolastico e le procedure di gara regolarmente in corso o addirittura già vinte saranno bloccate, pertanto i quantitativi su cui le aziende avevano già predisposto un piano di produzione adeguato alle tempistiche richieste dalle stazioni appaltanti, non saranno consegnati”.

Insomma, la ripartenza delle scuole in questa era post Covid è tutta in salita anche per quanto riguarda le forniture “basiche”. Per non parlare delle conseguenze economiche.

“Esiste inoltre un altro problema relativo al rischio concreto - fanno notare le imprese - che un comparto industriale venga spazzato via da un bando di gara che potrebbe avere un solo fornitore non italiano, che produce nel Sud Est asiatico, con un prodotto che non risponde alle leggi e alle normative di sicurezza e a favore della corretta postura di bambini e ragazzi, a cui tutti i produttori italiani e comunque chi vuole vendere alla Pa, deve assolutamente attenersi. Siamo certi che questo non sia nei desiderata della scuola, quasi come se per legge all'improvviso si decidesse che non si possono più realizzare infissi in legno o in alluminio ma solo in pvc; tutto ciò sulla base di un presupposto emergenziale che non ha nessun fondamento scientifico. Anzi la seduta su ruote va in direzione opposta alla scelta del distanziamento sociale, che ha portato alla scelta del banco monoposto”.  

Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica se la prendono poi con la ministra alla pubblica istruzione, Azzolina.

“Non vogliamo addentrarci oltre sulla parte riguardante il mancato rispetto delle norme di sicurezza dei prodotti cui ha fatto pubblicamente riferimento lo stesso ministro Azzolina, ma che ci sono ben chiare e che siamo disponibili a illustrare allo stesso ministro. La nostra professionalità, il nostro know-how in materia - conclude la nota - è un valore aggiunto che mettiamo nuovamente a disposizione di Governo e Protezione Civile che, purtroppo, constatiamo averci ignorato».

Ma un segnale d'apertura c'è ancora.

“L'auspicio è che ci sia un cambio di rotta e possiamo essere messi nelle condizioni di lavorare per contribuire alla ripartenza in sicurezza dell'anno scolastico che, stante le condizioni attuali, vediamo a rischio”.

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