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Ue, si riparte alle 16 Da Michel due proposte

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Si va avanti con grandissima difficoltà. Un'altra interminabile nottata di trattative a vuoto a Bruxelles sul Recovery Fund e il bilancio pluriennale della Ue. Tuttavia la nuova lunghissima notte di bilaterali, riunioni ad oltranza e mini-summit che non è bastata a piegare la resistenza dei cosiddetti frugali (Austria, Danimarca, Svezia e Olanda) più la Finlandia, che anche se con posizioni abbastanza diverse emerse durante la notte, chiedono di ridurre il volume della risposta europea alla crisi economica scatenata dalla pandemia.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha riconvocato la plenaria per oggi pomeriggio alle 16 nel tentativo di andare a oltranza e arrivare ad una intesa: quale, però, non si sa. La partita si gioca sulla composizione del Recovery e in particolare sull'entità dei sussidi che saranno concessi agli Stati membri: Michel proporrà la riduzione dei sussidi a 400 miliardi oppure a 390 miliardi rispetto ai 500 iniziali e ai 450 della secondo bozza.

«Michel ha detto che proporrà oggi una soluzione con una riduzione dei sussidi a 400 miliardi e una a 390 miliardi» ha anticipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando in hotel dopo la nottata di trattative sul "Next generation Ue”.  «La soluzione da 400 miliardi» di sussidi nel Recovery plan «condurrebbe un maggiore sconto (rebates) per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto», ha spiegato. «In questo momento ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni e il confronto diventa più risolutivo: spero si possa iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste, frutto dell'intensa negoziazione di questi giorni», ha aggiunto Conte.

Poi c'è l'altra questione, quella della governance, cioè come sarà deciso di approvare i piani nazionali di riforma presentati dai paesi membri, la proposta Michel prevede il ricorso alla maggioranza qualificata e non all'unanimità e sul punto c'è una larga convergenza dei paesi, ma rimane la resistenza dei frugali, soprattutto dell'Olanda. Sulla governance, ha aggiunto Conte, "abbiamo indirizzato il procedimento di verifica e controllo dello stato di avanzamento dei progetti secondo una più corretta soluzione, rispettosa delle competenze dei vari organi definite dai Trattati". 

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