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Ristoratori e chef contro la viceministra Castelli

la crisi della ristorazione

“Se si sbagliano i tempi ed i modi si fa danno. Per noi il commento della viceministra Castelli al servizio mandato in onda dal TG2 è bocciato. Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto". E' quanto si legge in una lettera aperta firmata - secondo quanto riferisce una nota - da circa 50.000 ristoratori italiani, tra cui Gianfranco Vissani e aderenti a numerose associazioni (Treviso Imprese Unite, Ristoratori Milanesi, Associazione ristoratori valle Camonica e Associazione pubblici esercizi alta valle Camonica, Associazione ristoratori Gussago Franciacorta, Associazione Palazzolese Enogastronomica, Movimento impresa Lombardia Liguria Riparte, Ristoratori Emilia Romagna, Ristoratori Toscana, Futuro Ho.re.ca Pisa, RistorItalia, Horeca Ciociaria, Associazione Commercianti per Salerno, Movimento Impresa Puglia, A.I.O.S., ARTHoB). "Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi - sottolineano i ristoratori - non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un importante colonna economica italiana (13% del Pil)".     "I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture. Molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi.
Con il coraggio e lo spirito di sacrificio che sempre contraddistingue la nostra categoria abbiano scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città, di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire ad uno stato che ha lascito nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore. Nonostante tutto - proseguono - troviamo la positività e la dignità di non mollare e tentare di preservare occupazione e conservare la tradizione enogastronomica, elemento trainante del Made in Italy".   "Abbiamo chiesto aiuti concreti e sufficienti a salvaguardare le nostre attività - fanno notare i ristoratori - disposti a farci carico di ulteriori indebitamenti non voluti e non previsti che toglieranno altri anni nostra volontà di crescita, sviluppo ed innovazione. Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute".   "A  tutto ciò cosa si aggiunge l'incapacità della comunicazione politica. Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del vice ministro Castelli totalmente fuori focus".

Cuochi. Federcuochi ritiene "gravi e irresponsabili" le dichiarazioni della vice ministra Laura Castelli al TG2 Post e sottolinea che "tutto serve tranne consigliare di cambiare lavoro"; esternazioni come quelle della viceministra - prosegue Federcuochi - risultano "controproducenti, considerando anche il fatto che nei vari provvedimenti emanati dal Governo e' stata riconosciuto il ruolo strategico del settore agroalimentare nell'economia del Paese".       "Il settore della ristorazione - ricorda la federazione - dà lavoro a oltre 320 mila famiglie. Un settore che con fatica ha recuperato il 50% degli 80 miliardi di consumi persi legati al food service".     "Qualche mese fa - ricorda Federcuochi - i politici italiani avrebbero dovuto compiere scelte impopolari e, invece di distribuire pochi inutili euro a tutti, avrebbero dovuto sostenere adeguatamente i settori con un futuro, aiutando i meno produttivi a riprendersi. La ristorazione italiana è stata ed è uno dei settori trainanti del nostro Paese, del nostro turismo e della nostra immagine all’estero. E’ il principale canale attraverso il quale l’eccellenza agroalimentare italiana si promuove e si consuma. E’ una carta fondamentale da giocare su un tavolo che interessa il 30% del Pil".

Castelli.  L'esponente M5S, ospite di Tg2 Post, parlando delle iniziative adottate dal governo a sostegno delle imprese colpite dal lockdown, aveva detto che "se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante, bisogna aiutare l'imprenditore a fare un'altra attività". Lo staff di Castelli ha oggi smentito categoricamente i virgolettati attributi alla vice ministra riportati da alcuni organi di stampa. 'I ristoranti? Chiudano', 'Pochi clienti, trovino un altro lavoro', 'Non hanno più clienti? Allora cambino mestiere', 'Siete in crisi? Cambiate lavoro'; virgolettati "totalmente falsi".     I ristoratori contestano al governo "promesse su promesse ancora non mantenute" avvertendo che a breve molti abbasseranno le serrande per non rialzarle più. Non accettano inviti a cambiare modo di fare la loro attività ma vogliono che turismo e mobilità tornino a far vivere il Paese.

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