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Cremazioni mai avvenute Dipendenti Ama tra gli indagati

Roma

ROMA Offrivano cremazioni a prezzi ridotti (rigorosamente in nero), o a tariffa piena. In realtà agivano sulle spoglie segando i cadaveri per poi gettarli nella fossa comune. È quanto hanno accertato i Carabinieri del nucleo Radiomobile, impegnati in una delicata indagine su diverse truffe perpetrate all'interno del cimitero Flaminio. Nel registro degli indagati sono finite 15 persone, tra dipendenti Ama e impresari funebri. Le accuse, a seconda delle singole posizioni, sono corruzione, induzione alla corruzione, truffa e vilipendio di cadavere.

Il meccanismo era semplice. Le salme conservate nel grande sepolcreto devono essere trasferite dopo 30 anni dalla data della loro tumulazione. Il più delle volte finiscono nell'ossario comune, ma è frequente che a Prima Porta i resti mantengano un buono stato. Quando è così i familiari dei defunti non possono far altro che provvedere alla cremazione, pagandola di tasca loro. Qui scattava il raggiro. All'insaputa dei parenti, che sborsavano quanto richiesto per il servizio, alcuni dipendenti Ama addetti ai servizi cimiteriali aprivano i loculi e dissezionavano i cadaveri con seghe e altri strumenti. I corpi brutalmente depezzati venivano poi gettati nella fossa comune.

Le indagini affidate ai militari e coordinate dal pm Pietro Pollidori sono state suffragate anche dalle immagini di telecamere nascoste su disposizione della Procura, in cui si vedono chiaramante gli operatori Ama mentre segano un cadavere.

(Foto Creative Commons-La Lupa)

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