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L'amico dei commercialisti pronto a scappare in Brasile

Milano

Giustizia  Gli uomini della Gdf lo hanno fermato mercoledì sera ad Affori. In tasca aveva un biglietto d’aereo e un itinerario: oggi avrebbe dovuto prendere un bus per la Germania, dove sabato avrebbe dovuto imbarcarsi per il Brasile. Nel frattempo aveva staccato i suoi telefoni per rendersi irreperibile e aveva prelevato un’ingente somma di denaro per mantenersi in Sud America. Invece i piani di Luca Sostegni, liquidatore di una delle società coinvolte nell’operazione dell’immobile acquistato, secondo i magistrati, a un prezzo maggiorato dalla Lombardia Film Commission, è stato fermato prima.

Per i pm, Sostegni è una pedina: il cervello della compravendita “gonfiata” dell’immobile di Cormano, sarebbe Michele Scillieri, commercialista nel cui studio è stato registrato e domiciliato il movimento “Lega per Salvini premier” e altri due commercialisti di fiducia del Carroccio. Si tratta di Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. I tre risultano indagati per peculato insieme a Sostegni.
Per gli investigatori, Sostegni avrebbe chiesto a Scillieri e ai suoi colleghi una “quota” tra i 20 e i 50 mila euro in diverse tranche per non rivelare l’operazione che nel 2017 portò la Lombardia Film Commission a comprare per 800 mila euro (tutti fondi pubblici) dalla società Immobiliare Andromeda un capannone che la stessa Andromeda aveva acquistato solo 11 mesi prima per 400 mila. E a venderlo alla Andromeda era stata la società in liquidazione Paloschi srl, il cui liquidatore era proprio Sostegni. Quando la Lombardia Film Commission acquista il capannone – pagando interamente gli 800 mila euro al momento della sottoscrizione del contratto preliminare, nonostante il capannone fosse da ristruturare totalmente – Scillieri era sindaco della Lombardia Film Commission, mentre Alberto Di Rubba (nominato dall’allora governatore Roberto Maroni) ne era il presidente. Nell’affare del capannone però Scillieri compare anche come liquidatore della Immobiliare Andromeda (la società chiuse i battenti subito dopo la vendita dell’immobile alla Fondazione pubblica).

La Procura sta indagando per accertare se siano state compiute anche altre operazioni con lo stesso farraginoso “schema”. Andrea Sparaciari

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