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«Conoscere le paure è conoscere se stessi»

Libri/Mancuso

INTERVISTA La paura, che da sempre è vista come negativa, per Vito Mancuso, teologo e filosofo, ha anche un risvolto positivo:  «La conoscenza di se passa necessariamente attraverso la conoscenza delle proprie paure». Concepito prima ma completato durante la pandemia il suo nuovo saggio “Il coraggio e la paura” (Garzanti, pag. 137, 12 euro) ci spiega anche con tanti esempi che se “scopri che paure hai scoprirai chi sei”. 

Professor Mancuso, la paura, che tanto ci ha devastato in questo periodo di coronavirus, è sempre negativa?
«La paura non è sempre negativa anche se in quanto emozione è qualcosa che ci muove, ci scuote e ci trascina dove non vogliamo andare…» 

Lei nel saggio fa una distinzione a partire dal linguaggio. 
«C’è una maniera in cui parliamo della paura che tocca la mente ma anche il corpo: quindi la paura ci fa venire i capelli dritti, respiro corto, voce stentata, il cuore che batte, le gambe che tremano». 

La paura è sempre la stessa?
«Sono giunto alla conclusione che ci sono tre livelli della paura: e il primo è un livello fisiologico che possiamo giudicare positivo, al punto che chi non lo coglie è un analfabeta psichico e lo fa diventare un temerario un incosciente al punto che può fare del male e farsi del male. Ho chiamato questa paura “timore”. Poi abbiamo il secondo livello che è l’angoscia, il sentimento dominante in cui viviamo l’esistenza, un po’ una vita alla don Abbondio, mentre al terzo livello non esiste piu neanche la vita che comunque don Abbondio fa… siamo avvolti dal panico». 

In che modo la paura può essere una risorsa?
«La paura è un messaggio, suggerisce sempre una lettura della realtà. La nostra mente capta i segnali di pericolo potenziali e reali e reagisce con questa emozione che inizia sempre con un sospetto, un’apprensione e che arriva a una vera e propria preoccupazione e ci prepara al combattimento». 

Di cosa dobbiamo avere paura?
«I pericoli interiori, che sono i più insidiosi, la paura piu grande è quella di perdere il controllo di se. Poi, tra le altre paure, quella di perdere le persone care è al primo posto. Piu si ama e più ci si espone a questa paura».

ANTONELLA FIORI

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