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Nel 2019 è boom di frodi creditizie

economia

ROMA Boom di frodi creditizie nel 2019: i casi stimati sono stati oltre 32 mila per un danno che supera i 150 milioni di euro. Le frodi creditizie mediante furto di identità - con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – continuano  a far registrare un impatto non trascurabile sul credito alle famiglie. A rilevarlo l'ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit. Ma la costante crescita di questo fenomeno criminale non sembra arrestarsi tanto che le elaborazioni relative alla prima parte del 2020 mostrano una ulteriore incremento nei primi 2 mesi dell’anno prima che il lockdown disposto dal Governo attenuasse la dinamica nel successivo bimestre, con la drastica riduzione degli spostamenti delle persone e la temporanea chiusura della quasi totalità degli esercizi commerciali.  

Le vittime
Le vittime delle frodi creditizie sono principalmente gli uomini (61,2% dei casi). Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella in cui si si rileva il maggior numero di casi è quella degli under 30 anni, con il 23,8% del totale. Seguono la classe compresa tra i 41 e 50 anni, con il 23%, e quella tra 31 e 40 anni, con il 21,2%.

Le forme di frode
Tra le forme tecniche di credito in cui si registra il maggior numero di eventi fraudolenti spiccano i prestiti finalizzati all'acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che rappresentano la metà del totale e presentano un importo del ticket medio pari a 5.500 Euro. Al secondo posto per numerosità, con il 30,7% del totale dei casi, le frodi sulle carte di credito mostrano una crescita consistente. Per altro Crif prevede che la dinamica in atto relativamente agli acquisti effettuati con le carte sia destinata ad accentuarsi ulteriormente nel prosieguo dell’anno in corso in virtù dei cambiamenti intervenuti nei comportamenti di acquisto degli italiani e dello sviluppo dell e-commerce indotti dall’epidemia di Covid-19. Aumentano anche i casi rilevati sui prestiti personali, che arrivano a spiegare il 9,2% del totale ma, soprattutto, vedono crescere del +88% il valore economico delle perdite stimate.

Tipologie di contratto di lavoro
In merito alla tipologia del contratto di lavoro, dall'analisi condotta dall'unità antifrode Bpo di Crif è emerso che l’1,2% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, contro un'incidenza dello 1,0% per i lavoratori autonomi e un residuale 0,16% per altre categorie come i Cococo.    Riguardo la regione di residenza, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (che con quasi 5.000 casi vanta un peso del 14,5% sul totale), Lombardia (12,6%), Sicilia (11,5%) e Lazio (10,8%). L'incremento più consistente, però, si registra in Molise (+59,8%), in Umbria (+25,9%), Basilicata (+16,0%) e Sicilia (+13,1%). A livello di province, invece, il maggior numero di casi si registra a Napoli, che con quasi 3.000 frodi creditizie da sola arriva a spiegare il 9,2% del totale nazionale, seguita da Roma, con il 7,2%, da Torino, con il 4,6%, e da Milano, con il 4,4%

 "Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è un fenomeno in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate", commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif. "Questo - prosegue - determina anche un costante incremento del numero dei casi, cresciuti in modo significativo anche nel 2019 e nei primi mesi del 2020. Solamente a marzo e aprile si è registrata una battuta d’arresto, chiaramente riconducibile alle misure disposte per mitigare la diffusione della pandemia da Covid-19 con la conseguente chiusura di moltissimi esercizi commerciali. Non è però assolutamente il caso di abbassare la guardia perché, con la ripresa della normale operatività, è probabile che i casi tornino a crescere. Per altro, in questi mesi caratterizzati dal lockdown un numero crescente di persone ha fatto ricorso all’e-commerce e questo ha determinato un’impennata di frodi perpetrate sulle carte di credito".

 

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