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Autostrade, il dossier sul tavolo di notte

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ROMA Consiglio dei ministri notturno sul nodo Autostrade. È un “ultimo miglio” lunghissimo nella disputa tra l’esecutivo e la società della famiglia Benetton, che va avanti da quasi due anni, ovvero dal 14 agosto 2018 data del tragico crollo del Ponte Morandi a Genova, e che vede contrapporsi con veti incrociati i partiti della maggioranza sulla possibile revoca delle concessioni ad Atlantia.

Quirinale preoccupato

La riunione del Governo, prevista nella mattinata di ieri, è poi slittata nella notte. Una strada in salita che ha fatto levare le «preoccupazioni» del Quirinale. Mattarella, in ossequio ai ruoli e alle competenze istituzionali, non è intervenuto nel merito, ma ha auspicato un accordo unitario e ragionevole per evitare contraccolpi al Governo. A trovare il bandolo della matassa, su questo concordano tutti i partiti che sostengono il Governo, dovrà essere Conte, specie dopo la drammatizzazione della vicenda degli ultimi giorni. A inchiodare il premier alle sue responsabilità è anche una lettera a lui indirizzata dalla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, datata 13 marzo. La titolare del Mit invitava il premier a prendere una decisione. La missiva è rimasta però inascoltata per mesi.

Le ipotesi in campo

Ora la possibile mediazione potrebbe passare per la nomina di un commissario, soluzione che, estromettendo i Benetton dalla governance, avrebbe il placet del M5S e non dispiace a Pd e Iv, perché consentirebbe di salvaguardare posti di lavoro e cantieri da “sbloccare”. Altrimenti resterebbero sul tavolo la revoca (sulla quale però rimane il no di Renzi) o l’intervento di Cassa depositi e prestiti per arrivare all’azzeramento delle quote dei Benetton dal Cda di Aspi.

Stallo sui fondi Ue

Intanto, sul fronte europeo, la cancelliera tedesca Merkel continua a tessere la sua tela per mettere in piedi «al più presto» il fondo per la ripresa. Ieri ha incontrato il premier spagnolo Sanchez in vista del Consiglio europeo di venerdì. «La Ue è stata costruita sul dialogo, non sui veti», ha ribadito Sanchez. Ma il premier olandese Rutte ha gelato le aspettative di un accordo nel fine settimana, rimarcando che i sussidi «dovrebbero comportare condizioni molto rigide». Il premier Conte rilancia l’asse con il presidente francese Macron.

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