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Lazio nel marasma Immobile risponde ai tifosi

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CALCIO Che fine ha fatto la Lazio? E’ la domanda più inflazionata dalla ripresa del campionato. La squadra scintillante che nella prima parte di stagione sognava legittimamente il tricolore è rimasta in lockdown. A Formello e dintorni tutto sembra essersi fermato al 29 febbraio quando la banda Inzaghi timbrava un solido 2-0 contro il Bologna. Lo stop forzato ha letteralmente distrutto gli ingranaggi di un meccanismo perfetto e sapientemente costruito negli anni. Proprio la società che aveva spinto di più per tornare a giocare è risultata essere quella che ha pagato il prezzo più alto. Quattro sconfitte in sei partite, di cui le ultime tre consecutive, sono qualcosa di più di una prova. I biancocelesti sono ormai diventati la copia sbiadita dell’armata ammirata e lodata da tutto lo Stivale. E i tifosi non ci stanno. «Probabilmente c'è qualcuno che dimentica in fretta. Vi chiedo di lasciare in pace la mia famiglia se volete scrivere cattiverie e insulti fatelo a me direttamente, la mia famiglia non c'entra niente, grazie», ha commentato duramente su Instagram il centravanti Ciro Immobile, in merito ad alcune critiche ricevute sui social network.

I motivi della crisi sono svariati. Il più evidente è legato agli infortuni. Lulic ha finito la stagione, Leiva e Cataldi non sono al meglio così come Luiz Felipe e ora pure Correa ha alzato bandiera bianca. Una sfilza di ko che, uniti a una rosa non lunghissima e al calendario dal ritmo forsennato, si sono trasformati in un cocktail letale. L’impegno dei giocatori non è mai stato in discussione ma quando le gambe non girano c'è davvero poco da fare. Contro Atalanta, Milan, Lecce e Sassuolo la Lazio è stata fatta a fettine dal punto di vista atletico. Un problema che coinvolge tutti, dal pilastro della difesa Acerbi fino a bomber Immobile. E quando, nonostante la volontà, non si riesce a mettere in campo una prestazione all’altezza la tensione sale. Le voci, prontamente smentite dalla società, di tensioni nello spogliatoio dopo la sconfitta contro gli emiliani sono un segnale d’allarme da non trascurare. Simone Inzaghi sa che la sua creatura sta vivendo un "momento delicato" e invita tutti a non mollare. Il traguardo, oggettivamente, non può più essere quello del tricolore ma c'è una qualificazione alla prossima Champions League da mettere in cassaforte e alla svelta.

LAPRESSE/METRO

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