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Juventus, la vera sfida è la Champions

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CALCIO «Dobbiamo fare undici punti in sei partite». Da "Comandante" a calcolatore il passo è breve. Soprattutto quando la linea del traguardo si avvicina e il vantaggio sulle rivali aumenta, tappa dopo tappa. Maurizio Sarri bada al sodo dopo il pareggio con l’Atalanta che ha avvicinato sensibilmente la Juventus al nono scudetto consecutivo. E inizia a fare i conti, esercizio di stile particolarmente caro al suo predecessore Massimiliano Allegri, sul bottino da conquistare per centrare il primo obiettivo stagionale.

Calendario alla mano gli scogli più duri per la Vecchia Signora sono in programma la prossima settimana: mercoledì la capolista giocherà contro il Sassuolo fresco giustiziere della Lazio e in corsa per un posto in Europa League, lunedì invece allo Stadium arriveranno proprio i biancocelesti, in crisi di gioco e di risultati. Le ultime quattro giornate presentano invece le sfide contro Udinese e Sampdoria (che per allora potrebbero essere già salve) prima della trasferta di Cagliari e del gran finale con la Roma. Un percorso morbido, soprattutto considerando il cuscinetto che la Juventus è riuscita a costruire in queste settimane. Ecco perché il 2-2 contro gli orobici è un "punto d’oro" (copyright Buffon) nella corsa verso il tricolore. Sensazione condivisa da tutto il gruppo, Cristiano Ronaldo in testa. "Un punto importante" in una "partita molto difficile", ha commentato nella notte CR7, che si è avvicinato ancor più a Ciro Immobile (28 reti contro le 29 del centravanti campano) e punta adesso al titolo di capocannoniere, alla Scarpa d’Oro e - magari - al record di gol (36) in Serie A del compagno di squadra Gonzalo Higuain. Avere il fiato sul collo della lanciatissima Atalanta, virtualmente a -6 prima del rigore-sentenza di Ronaldo, avrebbe dato infatti un altro senso al finale di campionato. Il vantaggio di 8 lunghezze su una Lazio in caduta libera e di 9 punti sui Gasperini boys lascia invece pochi dubbi: lo scudetto ha ormai preso la strada di Torino.

Il pareggio, sofferto, contro la "Dea" e il blackout di San Siro contro il Milan non possono comunque far dormire serenamente Maurizio Sarri, soprattutto in ottica Champions League. Dopo un’ottima ripartenza in campionato con un poker di vittorie, appena l’asticella dell’avversario che si è trovata di fronte si è alzata la Juventus ha mostrato le proprie debolezze. Sul piano del carattere e della tenuta difensiva (vedi la rimonta da 0-2 a 4-2 subita con i rossoneri) e sul piano del gioco e dell’intensità in campo, aspetti fondamentali per ambire ad arrivare fino in fondo ad agosto a Lisbona. La sfida con l’Atalanta, più brillante, più quadrata, probabilmente più squadra, ha ricordato il confronto con l’Ajax di un anno fa. Allora c'era un altro allenatore, ma l’arrivo di Maurizio Sarri in estate non sembra aver colmato quella lacuna: la Vecchia Signora continua ad affidarsi alle giocate dei propri fuoriclasse più che al collettivo. Lungo il sentiero che porta allo scudetto servirà un’inversione di rotta. Altrimenti la Champions League rischia di continuare a restare un sogno.

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