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Peppe Barra: «Servono più cultura e più amore»

Musica Roma

ROMA  È “Tiempo”. Voci, suoni e colori di una Napoli del cuore e della fantasia, una prima assoluta che Peppe Barra, cantante e attore di lungo corso, regala a Roma per I Concerti nel Parco. Una summa del percorso artistico di una voce straordinaria, con il sostegno di ottimi musicisti, collaudati compagni di viaggio. Palcoscenico eletto la Casa del Jazz, stasera alle 21.

Barra, che live sarà? 
«Sarà un concerto all’insegna dell’amore, della cultura e, soprattutto, della comunicazione e assoluto divertimento».

Lei ci porta nella sua Napoli di ieri e di oggi, cantandone l’amore, il sogno, ma anche le brutture.  Cos’è perduto e cosa ci aspetta domani, a suo avviso? 
«Le cose perdute o trasformate sono tante. Per il domani mi aspetto un governo più attento a proteggere i cittadini, un governo più onesto, più buono, che amministri il Paese con cervello e con il cuore. E con più attenzione verso la Cultura».

Nella sua onorata carriera artistica ha lavorato con la coppia Benigni-Cerami in “Pinocchio”. Lei è il Grillo parlante: cosa direbbe oggi Pinocchio? 
«Pinocchio oggi direbbe: “Per carità, voglio rimanere un bel burattino, non voglio essere un bambino vero, no, no, no…”».

Un augurio per questa “povera” Italia? 
«Vorrei che il Paese si accorgesse di essere il Parnaso del mondo, perché lo è davvero. Vorrei un’Italia dedita alla cultura così, finalmente, i cittadini mangerebbero bene e tanto».

Il “sogno” di Barra. 
«Il mio sogno è quello di vedere un’Italia rinnovata: più cultura, meno banalità televisive, più eleganza e, soprattutto, più bellezza».

ORIETTA CICCHINELLI

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