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Scuola, presidi a caccia di banchi e di spazi

Coronavirus fase 3

ROMA Lezioni terminate e maturità conclusa, per le scuole comincia il compito più gravoso: reperire nuovi spazi, cercando le intese con gli enti locali, per sistemare gli alunni esclusi dalle aule in base alle linee guida del Comitato tecnico scientifico, che prevedono classi snelle (non più di 10-15 ragazzi) per evitare rischi di contagio.  Gli ostacoli burocratici sono tanti, e i presidi hanno espresso la loro preoccupazione. «Il grande assente è proprio l’ente locale» denuncia il presidente Anp-Lazio, Mario Rusconi.

A macchia di leopardo

«Si sta procedendo a macchia di leopardo. Alcune regioni, Veneto e Emilia Romagna, sono molto attive, ma a Roma la situazione è fortemente deficitaria». Quanto alle mascherine, ne serviranno 10 milioni al giorno, alla ripresa, ha detto Domenico Arcuri,   chiamato a gestire la fase di ritorno alla normalità scolastica. «In classe non sarà possibile l’assembramento che c’era prima di marzo». Serviranno «banchi di nuova generazione, stiamo per bandire una gara pubblica europea accelerata per le attrezzature che servono».

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