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Sileri: "Dal Bangladesh possibili 600 positivi"

Coronavirus

Salute. «La cifra dei possibili positivi provenienti dal Bangladesh è di circa 600, è in atto un’opera per rintracciare queste persone e potere fare i link epidemiologici e i tamponi a tutti». A dirlo, oggi , il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a 24 Mattino. «E questa una delle ragioni che i voli dal Bangladesh sono stati bloccati - ha continuato Sileri - in virtù del fatto che i test effettuati nella giornata di ieri a Roma su quelli atterrati hanno riscontrato un numero altissimo di soggetti positivi al Covid-19».

«Per come la vedo io», ha continuato, «i tamponi andrebbero fatti anche a chi arriva da aree extra Schengen non ad alto rischio. Andrebbe fatto il tampone quando si arriva e una quarantena di pochi giorni, 4-5 giorni, poi ripeti il tampone e se è negativo esci dalla quarantena. Questo perché l'Italia deve anche ripartire. Serve un modello e una testa diversa rispetto a quella che abbiam visto nei mesi scorsi. Dobbiamo convivere in sicurezza con il virus». 

Il viceministro ha anche detto la sua un una possibile seconda ondata: «Nessuno di noi può dire con certezza se ci sarà o non ci sarà, è più una sensazione di un fatto. A settembre e ottobre il virus potrebbe prendere più vigore, ma non credo che ci sarà nella forma in cui abbiamo lo osservato nella prima ondata. L’evidenza attuale è che il virus circola molto meno. Siamo riusciti a contenere la diffusione grazie a delle norme, e chi non rispetta le regole è una minoranza. L’effetto è stato posti in calo in terapia intensiva, lo stesso per quelli in ospedale, nuovi infetti positivi ma non malati e il rafforzamento del Sistema sanitario nazionale in termini di posti letto e numero tamponi. Perché dovrei pensare che in autunno, a ottobre, non abbandonando ciò che stiamo facendo, dovremmo trovarci di fronte al rischio?»,  ha aggiunto. 

Sileri è intervenuto anche sull’ipotesi di sottoporre a test sierologici il personale scolastico, docente e non solo: «Non credo incontrerà difficoltà - osserva il viceministro - perché ci stiamo preparando. Come vedete l’utilizzo dei test sierologici e dei tamponi diventa sempre più ampio. Abituiamoci all'idea di questi test su una larga fetta della popolazione, perché questa è la via per riprendere e dare la sicurezza».

Intanto dalla Yale University di New Haven arriva uno studio pubblicato sulla rivista PNAS secondo il quale gli individui asintomatici o in fase presintomatica di infezione potrebbero essere responsabili fino al 50% dei casi di Covid. Lo studio, condotto da Alison Galvani sulla base di modelli matematici di trasmissione del coronavirus, indica la trasmissione silente (da un individuo senza sintomi) come un fattore trainante di nuovi focolai di infezione e possibili nuove ondate. Secondo i suoi calcoli, per evitare nuove ondate, bisogna scovare oltre un terzo degli individui contagiati ,ma senza sintomi o in fase presintomatica.

 

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