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Primi interventi a Castel Romano

Roma

ROMA La Regione stringe sulla messa in sicurezza e la bonifica del campo rom di Castel Romano, con una delibera ad hoc firmata ieri dall’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’amato. Il Campidoglio ribatte che da mesi interviene nell’insediamento, e che non ha potuto effettuare alcune opere, come il ripristino dei 15 depuratori che insistono nell’area proprio a causa di una mancata autorizzazione della Regione.

Al netto delle polemiche, il campo rom nel corso degli anni è stato abbandonato a se stesso, tra tensioni all’interno dei suoi abitanti, il fiorire di discariche abusive e i roghi tossici, nel mezzo di un’area sottoposta a vincoli ambientali, la Riserva naturale di Decima Malafede.

Ieri mattina, anche in seguito ai incendi di rifiuti e agli allarmi dell’Asl, il Comune ha inviato nell’insediamento oltre 70 agenti della polizia locale, coadiuvati da operai e dai poliziotti del commissariato di Spinaceto. Sono stati installate barriere fisse di cemento per impedire lo sversamento illecito dei rifiuti e i roghi tossici ed è stato istituito un presidio fisso di vigilanza dei vigili, che allontanerà le persone non residenti nell’insediamento e vieterà l’accesso alle auto private. Inoltre durante il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di ieri in prefettura è stato ipotizzato anche l’impiego dell’esercito.

Ma i roghi continuano anche altrove: ieri nel campo rom di via Candoni le fiamme hanno distrutto tre moduli abitativi. L’incendio è stato domato dai vigili del fuoco.

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