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Col “Covid hotel” evitati 500 contagi

Milano

Salute «Il Michelangelo ha risolto problemi enormi alle Forze dell’ordine e a tutta la cittadinanza, si è dimostrato utilissimo. Un luogo sicuro e fraterno che ha evitato il contagio di oltre 500 persone». Così il prefetto Saccone ha sintetizzato il ruolo svolto dall’albergo trasformato in struttura di accoglienza per covid positivi e per quarantenati. L’hotel, voluto dal Comune, in 100 giorni ha avuto 511 ospiti, che vivevano in contesti in cui non era possibile passare la quarantena da positivi, perché a stretto contatto con altri. Di questi, 348 sono uomini e 163 donne; l’età media è stata di 42 anni, mentre la permanenza media è stata di 28 giorni. Oggi sono meno di 40 i presenti e mediamente gli ospiti sono stati 120, con un picco di 200 presenze giornaliere tra metà aprile e metà maggio. L’hotel a 4 stelle in piazza Luigi di Savoia, con la gestione della cooperativa Proges, ha messo a disposizione 280 stanze, offrendo una molteplicità di servizi: dalla prima accoglienza, ai pasti giornalieri forniti da Milano Ristorazione (oltre 28 mila tra pranzi e cene e circa 14 mila colazioni), dai cambi di biancheria settimanali alla connessione Wifi, dal monitoraggio della salute al supporto psicologico. «Usciamo da qui consapevoli che questo è un modello da mantenere- afferma il direttore generale dell’Ats, Walter Bergamaschi - perché se il lockdown ha diminuito la circolazione del virus, non ha ridotto il contagio intrafamiliare», dunque l’auspicio è che, insieme ai Comuni, si possa ragionare per attivare «strutture simili», ma più in generale «dovremmo trarre insegnamento» da quello che è «l’hotel covid più famoso al mondo».

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