Meteo
 


Fatti&Storie

Colle Oppio: il playground è pronto ma resta abbandonato

ROMA Nel cuore di Roma c'è un'area pubblica e attrezzata dedicata allo sport e al divertimento: campi di calcetto, basket, e uno skate park con tanto di rampe con una vista mozzafiato sul Colosseo. Uno spazio gratuito che farebbe invidia a tutte le Capitali europee. Ma il condizionale è d'obbligo, perché nonostante sia tutto pronto da settimane, il playground sorto a Colle Oppio dopo un iter lungo e appassionato a cui hanno partecipato diverse associazioni di quartiere, oltre alle scuole dell'Esquilino, resta chiuso. E con il passare dei giorni l'area sta tornando lentamente al degrado.

Eppure mancherebbe solo la consegna delle chiavi da parte dell'Ufficio Giardini del Campidoglio, come ha spiegato l'assessore alle Politiche Sociali e allo Sport del I Municipio, Emiliano Monteverde: «Da parte nostra stiamo sollecitando il Dipartimento Ambiente e lo stesso Ufficio Giardini. Finora abbiamo avuto rassicurazioni generiche sul fatto che la consegna avverrà a breve, ma non sappiamo perché non sia stata ancora sbloccata». E nel frattempo cresce anche il disappunto dei residenti e di tutte le realtà locali che hanno puntato molto sulla realizzazione del playground, che nonostante la chiusura fino a pochi giorni fa era meta di giovani skater attirati dalle rampe di fronte all'anfiteatro Flavio. Ora una pattuglia della polizia locale vigila perché nessuno scavalchi i recinti. Ma il problema resta.

L'assessore Monteverde ha ripercorso le tappe che hanno portato alla riqualificazione dell'area: «Nacque tutto quando era ancora sindaco Ignazio Marino, con la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Fu allora che il Comune e il Coni stipularono un accordo che prevedeva la creazione di aree pubbliche dedicate allo sport, diffuse in tutta la città e a spese dello stesso Coni». Attraverso un percorso partecipato fu scelta nel I Municipio la cosiddetta "Polveriera", una vera e propria terrazza sul Colosseo all'interno del parco di Colle Oppio. Marino decadde, e con lui anche la corsa alle Olimpiadi. Eppure il Comitato Olimpico Nazionale Italiano onorò ugualmente l'impegno. Con la nuova amministrazione ci furono alcuni rallentamenti, dovuti soprattutto al fatto che sotto la Polveriera ci sono i resti delle Terme di Tito. 

Ci pensò l'Ente Parco Archeologico del Colosseo, che dipende direttamente dal ministero dei Beni Culturali, a porre fine alla diatriba, spiegando che realizzare un'area pubblica attrezzata avrebbe preservato la zona dal degrado. 

«I lavori sono andati avanti. Lo scorso inverno, poco prima del lockdown, abbiamo fatto un sopralluogo e chiesto al Coni alcuni piccoli interventi migliorativi, che sono stati regolarmente eseguti» ha raccontato Monteverde, aggiungendo: «Ora, sotto tutti i punti di vista, il playground è pronto». E non si contano le associazioni che hanno sottoscritto l'impegno a mantenerlo vivo ed efficiente che stanno scalpitando per la sua apertura. Soprattutto dopo la fine del lockdown.

L'Esquilino Basket, l'associazione calcistica F.C. Colle Oppio, le scuole pubbliche Bonghi, Di Donato e Mazzini, il liceo Isacco Newton, la vicina facoltà di Ingegneria, sono tra le realtà che aspettano la consegna delle chiavi. Il percorso condiviso con il I Municipio prevede che siano loro a garantire la manutenzione e la gestione dell'area. Un'attesa che per ora non ha avuto risposte da parte del Campidoglio.

PAOLO CHIRIATTI

Articoli Correlati
Fatti&Storie
Bonus partite Iva