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Passa la legge di Pechino "E' la nostra sicurezza nazionale"

hong kong

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha firmato la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa ufficiale, Xinhua. I legislatori cinesi hanno votato per l'adozione della legge e hanno deciso che la "legge sulla sicurezza nazionale sarà inclusa" nella mini-costituzione di Hong Kong, ha scritto l'agenzia. Il capo dell'esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, intervenendo in una riunione delle Nazioni Unite, ha invitato la comunità internazionale a "rispettare" il diritto di garantire la sicurezza nazionale a Hong Kong. "Esorto la comunità internazionale a rispettare il diritto del nostro Paese a garantire la sicurezza nazionale e le aspirazioni alla stabilità e all'armonia della popolazione di Hong Kong", ha affermato in un video messaggio trasmesso all'apertura della 44esima sessione del Consiglio delle Nazioni unite per i diritti umani a Ginevra. 

Pechino. La nuova legge sulla sicurezza di Hong Kong sarà una "spada" che incombe sulle teste di coloro che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale. Lo ha dichiarato il principale organo cinese per gli affari di Hong Kong. "Per la stragrande maggioranza dei residenti di Hong Kong questa legge è uno spirito guardiano che protegge le loro libertà", ha dichiarato l'Ufficio degli affari di Hong Kong e Macao poco dopo che il presidente Xi Jinping ha promulgato la legge.

Usa. Gli Stati Uniti hanno sospeso la deroga che consentiva di esportare a Hong Kong tecnologie considerate "sensibili" e materiali militari. Lo annunciano il dipartimento del Commercio e il dipartimento di Stato, avvertendo che nuove restrizioni sono già allo studio.
Si concretizza così l'avvertimento lanciato un mese fa dal segretario di Stato, Mike Pompeo, il quale aveva affermato che Washington non avrebbe più dovuto considerare il territorio autonomo dalla Cina. Numerosi i prodotti Usa che non potranno più essere acquistati da Hong Kong: dai chip per i computer alle cosiddette "tecnologie duali", ovvero quelle che possono avere un'applicazione sia civile che militare, come i satelliti e le lenti telescopiche.  Lo "status speciale" di cui gode Hong Kong in virtù del modello, ora in discussione, di "un Paese, due sistemi" garantiva ai residenti della metropoli altri trattamenti preferenziali in materia di immigrazione, estradizione, dazi e controlli. Tutti vantaggi che rischiano di essere presto "Ulteriori iniziative per eliminare il trattamento differenziato sono in corso di valutazione", ha fatto sapere il segretario al Commercio, Wilbur Ross.     Comunicando lo stop all'esportazione di equipaggiamenti per la Difesa, il dipartimento di Stato ha invece annunciato "misure per imporre le stesse restrizioni applicate alla Cina".     Entrambi i dipartimenti hanno spiegato di aver adottato tali misure per ragioni di sicurezza nazionale, sussistendo ora il pericolo che tecnologie militari statunitensi possano altrimenti finire in mano all'esercito di Pechino. "Non possiamo più distinguere tra le esportazioni verso Hong Kong e quelle verso la Cina", spiega Pompeo, "non possiamo rischiare che determinati beni finiscano nelle mani dell'Esercito Popolare di Liberazione, il cui principale obiettivo è sostenere la dittatura del Partito Comunista con ogni mezzo necessario". L'impatto economico della stretta sarà limitato, essendo l'economia di Hong Kong basata sui servizi. Hong Kong, secondo i dati di Washington, conta per il 2,2% delle esportazioni Usa del 2018, per un valore di 37,3 miliardi di dollari. Ad avere piu' difficolta' potrebbero essere le aziende Usa attive nel settore dei semiconduttori.

Gb. Il Regno Unito è “profondamente preoccupato” per l’approvazione da parte della Cina della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. Lo ha detto il premier Boris Johnson parlando con la stampa a Dudley dopo il suo discorso in cui ha annunciato i piani economici per la ripresa del Paese dopo la crisi del coronavirus.     A chi gli chiedeva se quanto sta accadendo nella ex colonia britannica avrà effetti sulla politica di Londra su Huawei e il 5G, Johnson ha detto che il governo non sarà mosso da “sinofobia”, ma ha ribadito che serve proteggere le infrastrutture strategiche da “fornitori statali ostili” e che verrà valutata una "reazione" da annunciare "al momento opportuno". Lo riportano i media britannici.
 

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