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Il Teatro alla Scala riapre al pubblico

Classica Milano

MILANO Il Teatro alla Scala riaprirà al pubblico il 6 luglio. E lo farà proponendo una breve stagione che proseguirà fino al 15. Ad annunciarlo è stato il sovrintendente Dominique Meyer he ha deciso di creare un micro cartellone di quattro concerti con formazioni ridotte per un massimo di 600 spettatori contro i 2 mila prima della pandemia per il Covid19.

Il 6 luglio il baritono Luca Salsi, già protagonista di due inaugurazioni (Andrea Chénier e Tosca) sarà sul palco con la pianista Beatrice Rana, il cui ultimo cd per Warner ha vinto il Diapason d’Or 2019 segnando un’ulteriore affermazione per una carriera ormai planetaria. Con loro anche il violoncellista Mischa Maisky, che manca dalla Scala dal 2012. Il programma accosterà arie d’opera, i Sonetti del Petrarca di List e pagine cameristiche per i due strumentisti.   

Mercoledì 8 luglio un altro protagonista delle prime scaligere, Francesco Meli che dal 2004 a oggi ha interpretato alla Scala sei titoli verdiani oltre a Mozart, Donizetti e Puccini, dividerà il palcoscenico con il soprano Federica Lombardi che dopo gli studi in Accademia è stata applaudita alla Scala come Musetta e soprattutto come Anna Bolena Con loro la star del violino Patricia Kopatchinskaja con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento storico e alla musica contemporanea. Al pianoforte l’esperto accompagnatore Giulio Zappa.

Il terzo concerto si terrà il 13 luglio e sarà dedicato alle nuove voci accostando cantanti che dopo gli studi presso l’Accademia Teatro alla Scala si sono affermati nei teatri di tutto il mondo a nuove promesse emerse nei concorsi più recenti: una serata che guarda al futuro dell’opera, fortemente voluta dal Sovrintendente Meyer. Dall’Accademia provengono il soprano Irina Lungu, che in questi giorni avrebbe dovuto essere Donna Anna a Vienna, il baritono Fabio Capitanucci, i cui impegni in queste settimane includevano l’Opera di Firenze, la Welsh National e il Liceu di Barcellona, e Jongmin Park che avrebbe dovuto essere presto all’Arena di Verona.

La ventitreenne palermitana Federica Guida è invece la vincitrice del Concorso di Portofino 2019, mentre Caterina Maria Sala, proveniente da una famiglia di cantanti di Como, dopo la vittoria come voce emergente al concorso AsLiCo 2019 avrebbe dovuto debuttare alla Scala nel 2020 in Pelléas et Mélisande.

Giovane ma già in carriera è il tenore napoletano Raffaele Abete, perfezionatosi con Lella Cuberli, recentemente Pinkerton a Vienna, Verona e Bologna. Infine Szilvia Vörös passata dalla compagnia dell’Opera di Budapest a quella di Vienna dove ha interpretato numerosi ruoli. 

Giovane è anche il pianista Michele Gamba che dopo singole serate de I due Foscari e Le nozze di Figaro ha diretto alla Scala L’elisir d’amore ed è atteso per la prima assoluta del nuovo lavoro di teatrodanza di Fabio Vacchi Madina.

Il quarto e ultimo concerto della micro stagione estiva si terrà mercoledì 15 luglio e riporterà alla Scala i professori d’orchestra della Filarmonica. Dopo i 24 concerti da camera nei cortili della città organizzati il 26, 27 e 28 giugno dalla Filarmonica in collaborazione con il Teatro alla Scala, i musicisti tornano a casa. Un ritrovarsi tra colleghi e con il pubblico nella sede storica e abituale che assume un particolare significato simbolico ed emotivo e suona come un sentito, fiducioso arrivederci a settembre.

Il 16 luglio la Scala chiuderà i battenti per effettuare alcuni lavori di manutenzione.

La ripresa vera e propria sarà il 3 settembre con il "Requiem” di Verdi in Duomo. Il 5 settembre, invece, toccherà alla “Nona” di Beethoven.

A dirigerle entrambe ci sarà il Maestro Riccardo Chailly.

«Fare cose all'aperto si puo' sempre. E lo faremo! A settembre ci sarà il tempo per farlo. Adesso è ancora rischioso fare cose all'aperto, non me la sentivo». Così il sovrintendente Meyer annuncia anche che stanno «studiando la possibilità di manifestazioni all'aperto». Si potrebbe anche utilizzare il palco che verrà allestito in piazza Duomo a settembre per il consueto “concerto per la città” della Filarmonica (slittato da giugno, per il covid). 

«Avrebbe senso», aggiunge Meyer spiegando che si sentirà con il Comune nei prossimi giorni. Importante per il sovrintendente è escludere che la folla richiamata dal concerto possa mettere a rischio la salute pubblica, facendo scoppiare un focolaio del virus.

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