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Le vespe samurai e altre stramberie

Maurizio Zuccari

“L’insetto alieno è venuto dalla Cina nel 2012 – l’anno dell’apocalisse, ricordate? – e, moltiplicatosi senza sosta, ha stravolto in pochi anni l’agricoltura del Nord, provocando danni, stimati in 740 milioni e portando gli agricoltori allo sfacelo, privandoli d’ogni raccolto”. Col suo stile pacato, alieno da ogni allarmismo, un giornale nazionale ha dato notizia dei guasti provocati all’agricoltura dalla cimice asiatica, e dei metodi individuati per debellarla. Niente di chimico, per carità: bensì sciami di vespe samurai, provenienti dal Giappone, capaci di stroncare il marziano cinese. Il metodo è semplice: l’insetto, una caccolina di neanche due millimetri importata dalla patria dei Samurai e acclimatata da due anni nel Belpaese, depone, a mo’ di cuculo, le proprie uova nelle colonie cinomarziane, per poi papparsi le larve. 
I lanci di appositi tubi portavespe sono iniziati con successo sulle lande lombarde e romagnole, l’italica frutta sarà presto libera dal cimicione. Ah, i bei tempi in cui le bufale galleggiavano, tra spazzatura e altre robe, nel mare della rete, ed era facile debellare sciachimisti, terrapiattisti e covidisti. Ora pure la scienza ci mette del suo. Prendi quella dello scopritore di ragni – ben 400 negli ultimi vent’anni – che ha portato alla luce dalle foreste del Madagascar un aracnide cacciatore  a cui è stato dato il nome di Greta Thunberga, in omaggio alla nota attivista svedese. Il perché, spiega il prolifico ricercatore, è semplice: «Il suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici e per un futuro migliore sul nostro pianeta è impressionante». Aridatece le scie chimiche.   

MAURIZIO ZUCCARI

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