Meteo
 


Spettacoli

Tre padri “particolari” tra figlie e fidanzati

È per il tuo bene Cinema

ROMA Marco Giallini, Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston. Tutti e tre padri. Tutti e tre seguaci dell'insopportabile (ammettiamolo) “E' per il tuo bene”. Il quarto uomo è Rolando Ravello, giunto con questo nuovo film in uscita il 2 luglio su Prime Video, alla sua quarta regia. Il resto del cast è assolutamente al femminile.

I tre padri di cui sopra sono sposati con tre sorelle dalle quali hanno avuto tre figlie, grandi e sposate. Per questo Giallini, Salemme e Battiston creano un gruppo su WhatsApp e lo chiamano “Cognati”. In quei messaggini si scambiano i “dolori” per i comportamenti dei generi che proprio non sopportano. 

Nel film Marco Giallini interpreta un avvocato famoso che vive in una grande villa con piscina e lavora in uno studio disegnato da un architetto. Proprio nel giorno del matrimonio della figlia con un suo assistente, scoprirà che lei ama una ragazza africana. 

Vincenzo Salemme, invece, è un poliziotto, che adora sua figlia e che segue sempre, passo passo, tutte le regole esistenti nell'universo mondo. Finché non verrà a sapere che la sua adorata figliuola esce con un coetaneo rapper che fuma marjuana.

E poi c'è, Giuseppe Battiston. Tanto bene proprio non sta. Gelosissimo e impulsivo, si fa curare da uno  psicologo per riuscire a gestire la rabbia. Sua figlia ha vent'anni e frequenterà un ragazzo della sua stessa età conosciuto per la sua fama da Don Giovanni. Questo basterà per mandare Battiston dritto dritto in ospedale.  

Il parterre di donne è composto da Valentina Lodovini, Isabella Ferrari e Claudia Pandolfi, le tre mogli, e da Matilde Gioli, Alice Ferri ed Eleonora Trezza che interpretano le tre figlie.

«Siamo partiti - spiega lo sceneggiatore  e regista Rovello - dai prototipi delle famiglie italiane, per fare un film senza pretesa che non si poneva l'obiettivo di vincere Cannes, ma raccontare tre storie, tre famiglie, tre padri. Abbiamo riscritto e inserito nuovi personaggi (il film è un remake tratto da un film spagnolo completamente rivisitato, ndr) perché ci tenevamo che i ruoli femminili crescessero: ci interessava che le madri avessero un ruolo più grande, e che i figli avessero più spazio. Per esempio il personaggio del Biondo, il rapper, non c’era. Per me era importante raccontare il fenomeno del rap: i rapper mi sembrano gli unici portatori del disagio in questo periodo, raccontano un malessere, una generazione nata in un vuoto cosmico».

E in quel vuoto cosmico cosa può fare un padre se non agire sempre e comunque per il bene delle figlie?

PATRIZIA PERTUSO

Spettacoli