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Quando l'inconscio ti toglie il sonno

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Ha scritto un romanzo con protagoniste cinque persone insonni, per cui la notte è una lunga attesa. In questo periodo in cui tantissime persone hanno avuto il sonno spezzato dall’incubo del virus e le notte è stata spesso anche il momento per riflettere sul senso della vita vale la pena di leggere L’appuntamento degli insonni, (Salani , euro 14.90, pagine 219) di Gabrielle Levy che nel suo libro trova una soluzione creativa: i protagonisti decidono di partecipare a delle riunioni di gruppo per condividere la loro insonnia.
Cosa la accomuna ai suoi protagonisti?
«Sono insonne dall’adolescenza. Sono un’esperta».  
Chi non dorme che sensazione ha?
«Il sonno è rigeneratore, è come essere nuovi al mattino per vivere una nuova battaglia durante la giornata. Quindi chi non riesce a dormire è come se non avesse diritto a tutto questo».  
Cosa ci tiene svegli?
«Un’ allerta permanente anche se alcune persone trovano che la notte abbia  una rilassatezza, una mancanza di frenesia  che di giorno non c’è».
Si può condividere l’insonnia con chi ci sta accanto?   
«No, l’insonnia è una condizione eccezionale dove tutta la parte relazionale, affettiva della vita è pietrificata. Non possiamo condividerla anche perché non dormendo non possiamo sopportare che ci sia qualcuno accanto a noi che lo fa…»
Durante la quarantena, secondo lei ci sono stati nuovi insonni?
«Sì perché l’insonnia ingigantisce la paura e l’angoscia e in questo periodo abbiamo percepito il senso della nostra precarietà».
Il rimedio?
«Non esiste in generale un rimedio dato che è un segnale di una sofferenza che ci arriva dall’inconscio».

ANTONELLA FIORI

 

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