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San Giovanni «Superare la paura»

TORINO

TORINO «Torino ha potenzialità umane, spirituali, culturali, politiche ed economiche di primo ordine, ma deve credere di più in se stessa, riscoprire e rivitalizzare la sua anima che tiene unite tutte queste risorse».

È l’invito di mons. Cesare Nosiglia, l’arcivescovo di Torino nella lettera intitolata “Molto oltre la paura” per trasmettere un messaggio di forza e coraggio in occasione della festa patronale di San Giovanni. Ricorrenza che dovrà adattarsi all’emergenza sanitaria, quindi con la celebrazione della messa per sole 200 persone (per il resto in streaming) e rinunciando al tipico “farò”. E una serata virtuale che coinvolgerà anche Firenze e Genova.

Ma San Giovanni è il momento per rimettere al centro i temi importanti, come la famiglia, il lavoro e la fragilità, e le tante persone che ogni giorno scendono in campo per aiutare: solo i servizi di distribuzione del cibo sono aumentati dal 40 al 110% su tutto il territorio nei mesi dell'emergenza. Le mense hanno accolto l’80% in più degli ospiti. E anche i 50 centri di ascolto hanno lavorato senza sosta. Perché il periodo di emergenza sarebbe riuscito almeno ad appianare le differenze sociali: «È la radice religiosa e laica che insieme l’ha resa attiva e intraprendente, senza timori alcuni e protesa sempre più a un miglioramento che gli ha permesso di affrontare ogni crisi con uno scatto in avanti di orgoglio e di impegno solidale di ogni suo cittadino».

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