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Il piano? Va bene ma qui mancano le capacità

Maurizio Guandalini

Guardo gli asini che volano nel ciel. E’ partita la Fase 3 e la sensazione è che si stava meglio quando si stava peggio. Nella Fase 1. In Cina si richiude. E la faccenda di correre appresso ai zero contagi, cade. Dissolta, nel giorno che parte l’app immuni e la Borsa stramba per il timore di una seconda ondata. Che se tanto ci dà tanto… Paura e precarietà mal s’associano con rinascita e ripartenza. Degli Stati Generali comprendiamo lo sforzo e capiamo lo spirito. Tutto cambia perché nulla cambi. Gattopardianamente o benevolmente? Con le migliori intenzioni, certo. Colao è un ottimo manager, il top degli italiani nel mondo. Ma la ricetta scritta da lui e dalla pletora di esperti la ritrovi nei libri delle fate di dieci, vent’anni fa. Per carità, non è che se è roba vecchia è scaduta. Il busillis da risolvere è perché malgrado sia conosciuta non la si fa. Quel po’ po’ di roba lì.
Uno che maneggia allo stesso modo la chiave inglese e la tecnologia della quinta generazione mi ha spiegato che mancano le persone. Le capacità. Che si tengono alla larga da uno Stato scassato. C’è un’orda di qualunquismo in questo dire. Però uno strapuntino di verità lo concediamo senza pentircene. Si fanno gli Stati Generali per dieci giorni, quando basterebbe saper scrivere i decreti. Le leggi. Per evitare che i bonus arrivino in ritardo. O che addirittura arrivino, in un qualche modo. Con il contagocce.  A marzo e aprile, ma non si sa a maggio. O a maggio arriva “la 600 euro”, o di più, volendo, eventualmente, con la compilazione di una carta sul sito tal dei tali. E allora, tra ripartenza e rinascita, mi risorge il dubbio che a Villa Pamphili  si cincischi, si veda gente, mi si nota più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vede Mr. Conte, vede Mr. Colao, vedono la triplice, qui, la quarantena culturale, è millenaria. Ricordo che la maggioranza della popolazione adulta non è in grado di fare la ricerca dei canali tv. Voi lo sapete questo e vi fa gioco per parlarci di un futuro ormai stravecchio.

MAURIZIO GUANDALINI

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