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Regio: ormai è un tutti contro tutti

TORINO

TORINO I lavoratori in piazza e il Consiglio di indirizzo in videoconferenza. Sono ore cruciali per il Teatro Regio e per il suo futuro, vicenda che da giorni tiene banco nell’agenda post-covid cittadina per l’ipotesi di commissariare l’ente lirico, nelle scorse settimane travolto da un’inchiesta giudiziaria. Una possibilità proposta dalla sindaca Chiara Appendino contro cui ieri 200 orchestrali e coristi sono scesi in piazza sulle note di “Oh che sarà”. Con loro  i cittadini che si sono uniti spontaneamente al presidio perché «sarebbe l’ennesimo passo falso di questa giunta sul teatro simbolo della città», hanno ribadito, chiedendo un confronto con il commissario. Questo mentre, in videoconferenza nel rispetto delle norme anti-covid, si riuniva il Consiglio di indirizzo parlando di avvio dell’iter e di un deficit di bilancio di 2,4 milioni, sebbene il consuntivo 2019 ancora non sia stato chiuso, in attesa della valutazione della società di revisione e del collegio dei revisori dei conti su alcune poste di bilancio. È stata anche presentata la bozza di accordo di prossimità che, come sottolineato dalla Città, «permetterà ai lavoratori a tempo determinato di ottenere un rinnovo del contratto per un massimo di 45 giorni, cioè fino alla prima settimana di agosto». Un accordo condiviso dalla Sindaca e dal sovrintendente Sebastian Schwarz che oggi sarà sottoposto ai sindacati. «Credo che sia un dovere morale, e anche istituzionale, andare a capire perché le cose economicamente non funzionano - interviene il presidente Alberto Cirio -. I problemi economici vanno affrontati sempre con grande attenzione». Cristina Palazzo

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