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Polimi tra le migliori università del mondo

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La scalata del più prestigioso ranking universitario, il QS World University Rankings giunto alla diciassettesima edizione , non si arresta: con ben 12 posizioni in meno rispetto alla classifica 2020 il Politecnico di Milano si situa al 137° posto al mondo, centrando anche l’obiettivo di mantenersi saldamente al top tra gli atenei italiani. Lo rende noto lo stesso Politecnico spiegando che l’importante risultato è frutto di un cammino costante iniziato nel 2014, anno a partire dal quale il Politecnico ha guadagnato 93 posizioni senza mai retrocedere. Con orgoglio, l’Ateneo entra a far parte quest’anno del 12 per cento delle istituzioni universitarie eccellenti a livello mondiale. In dettaglio, secondo l’indicatore specifico dell’Academic Reputation, l’Ateneo si situa al 97° posto (119° lo scorso anno). Sempre ottimo l’Employer Reputation che lo vede alla 70° posizione, confermando la qualità dei laureati come proprio punto di forza. Stabile la classifica nell’ indicatore Citation per Faculty, che misura le citazioni nelle pubblicazioni scientifiche indicizzate dalla banca dati bibliometrica Scopus/Elsevier rispetto al numero di docenti e ricercatori: il Politecnico di Milano conferma la 164° posizione dell’edizione precedente. “I risultati del ranking mondiale QS arrivano in un momento di grande sfida per il Politecnico di Milano. – commenta il Rettore Ferruccio Resta – Negli ultimi mesi, nonostante l’emergenza sanitaria, siamo riusciti a garantire da subito l’intera offerta formativa da remoto e ora anche le attività di ricerca hanno ripreso vita nei laboratori. Con il prossimo anno accademico il Politecnico ripartirà in presenza, garantendo però la didattica online agli studenti che ancora non riescono a raggiungere l’Ateneo. Stiamo lavorando affinché l’esperienza acquisita ci consenta di proporre nuove esperienze ai nostri futuri studenti. È questo spirito tenace che ci consente di essere al pari delle migliori realtà all’estero: internazionali a Milano, italiani nel mondo. Questo il nostro obiettivo.”

La seconda classificata tra le italiane è l'Alma Mater di Bologna che passa con un balzo di 17 posizioni passa al 160esimo posto. Terza la Sapienza di Roma al 171esimo posto.  

Buone notizie anche per il Politecnico di Torino che scala scala 40 posizioni nella  classifica internazionale conquistando il 308° posto su oltre 1600 università, una posizione che  porta l’ateneo  a entrare nel top 26% a livello mondiale, mai così in alto nella sua storia. Gli ambiti di miglioramento più sensibili sono la reputazione accademica, elemento di punta del Politecnico in cui guadagna 36 posizioni e l’internazionalizzazione dei propri studenti che registra un netto miglioramento, permettendo all’ateneo di scalare 46 posizioni.Punto di forza resta, poi, la qualità della ricerca, grazie all’indicatore Citation per Faculty, ambito nel quale l’ateneo si colloca nelle prime 200 posizioni a livello mondiale, mentre si conferma eccellente la reputazione in ambito industriale, con la 162° posizione assoluta.

Clamoroso il balzo di MIlano-Bicocca che scala ben 60 posizioni collocandosi nella fascia 521-530. Escluse invece quest'anno dal ranking la Normale di Pisa e la scuola superiore di Sant'Anna perché non rilasciano direttamente titoli di laurea.

La classifica mondiale è dominata dal Massachusetts Institute of Technology, al primo posto per il nono anno consecutivo. Le prime tre università rimangono americane: Stanford University (seconda) e Harvard (terza).

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