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Washington, per Floyd a migliaia nelle strade

Usa

Sono già diverse migliaia i manifestanti nelle strade a Washington per protestare contro la morte di George Floyd. Lo rende noto la polizia della capitale in un tweet.

Pompeo contro Pechino.  Gli Stati Uniti hanno accusato la Cina di sfruttare in maniera "odiosa" la "tragica morte" di George Floyd. "L'odiosa strumentalizzazione da parte del Partito comunista cinese della tragica morte di George Floyd per giustificare il suo rifiuto autoritario della dignità umana mette ancora una volta in evidenza il suo vero volto", ha dichiarato Mike Pompeo, il segretario di Stato americano. "Come per tutte le dittature della storia, nessuna bugia è troppo oscena fintanto che serve la sete di potere del partito", ha aggiunto prima di precisare che il contrasto tra i due Paesi è lampante. "La nostra stampa libera copre tutto dall'inizio alla fine in modo che tutto il mondo possa capire cosa sta succedendo", ha evidenziato in particolare Pompeo.     La Cina nei giorni scorsi aveva denunciato la "malattia cronica" del razzismo negli Stati Uniti e punto l'indice contro "la politica a doppio standard".

Londra. Sfidando i divieti di assembramenti pubblici per più di 6 persone per la pandemia di Covid-19, anche in Gran Bretagna migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni anti-razzismo, in segno di protesta per l’uccisione di George Floyd negli Stati Uniti. A Londra i partecipanti, soprattutto giovani, hanno osservato un minuto di silenzio prima di intonare slogan come “niente giustizia, niente pace” e “le vite dei neri contano”. Davanti a Westminster si sono susseguiti interventi di giovani ed attivisti che hanno denunciato il “razzismo istituzionale radicato nel sistema educativo, nella ricerca di una casa, di un lavoro, nella sanità, nei media e nella moda”.     I manifestanti, che in maggioranza indossavano mascherine e guanti, hanno anche reso omaggio a Belly Mujinga, Mark Duggan, Derek Bennett e altri cittadini neri uccisi dalla polizia o morti in circostanze controverse. Nel centro della capitale, altri manifestanti si sono inginocchiati e hanno alzato i pugni in aria di fronte alla sede dell’ambasciata Usa, pronunciando le frasi “silenzio è violenza” e “colore non è un crimine”.  Un altro piccolo corteo, aperto da una band di percussionisti, si è diretto verso la sede del ministero dell’Interno per chiedere giustizia per la Windrush generation, in riferimento allo scandalo politico britannico del 2018 riguardante persone detenute a torto, i cui diritti legali sono stati negati, minacciate di espulsione e, in almeno 83 casi, espulse ingiustamente dal Regno Unito. Sui cartelloni del corteo, riporta il Guardian, si leggeva “C’è un virus più grande del Covid-19 e si chiama razzismo”, oltre ad un appello a “sconfiggere la polizia”.    La ministra dell'Interno, Priti Patel, aveva chiesto ai cittadini di rispettare il distanziamento sociale “per la sicurezza di tutti”, mentre i vertici della polizia avevano minacciato i partecipanti di fermarli e sanzionarli per le proteste “fuorilegge”.    Altre manifestazioni si sono svolte poi a Manchester, Cardiff, Glasgow, Leicester, Sheffield, New Castle e in molte altre città britanniche per chiedere la “fine del razzismo sistematico” ed esprimere solidarietà con la famiglia di Floyd, rilanciando gli slogan “la mia vita conta” e “non posso respirare". A Watford, nel Hertfordshire, il pugile campione mondiale dei pesi massimi, Anthony Joshua, si è unito ai manifestanti e in un accorato intervento alla folla ha sottolineato che “non possiamo più sederci e rimanere in silenzio su questo omicidio insensato ed illegale, su questo razzismo furbo ai danni di un altro essere umano”.  A Glasgow i manifestanti hanno cambiato nomi alle strade, sostituendoli con quelli di attivisti neri e di vittime delle violenze della polizia. A Manchester in 15 mila si sono radunati ai giardini Piccadilly, in barba al divieto del sindaco, e qualcuno ha lasciato fiori e cartelloni sotto al murales dedicato a George Floyd. Altri cortei anti-razzisti sono previsti domani a Glasgow, Edimburgo e Aberdeen.

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