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Risorse, la Terra respira grazie a coronavirus e lockdown

AMBIENTE

Grazie alla pandemia di Covid-19 slitta di 3 settimane l'Earth Overshoot Day (il cosiddetto, 'giorno del superamento delle risorse', data nella quale l'umanità ha interamente consumato le risorse messe a disposizione dal pianeta nell'intero anno. Lo ha annunciato il Global Footprint Network, istituto di ricerca internazionale con sede in California, sottolineando che si tratta di una “scadenza fatidica, simbolo della pressione esercita dagli uomini sugli ecosistemi”. Nel 2020, merito del fermo delle attività umane durante il lockdown, la data del Earth Overshoot Day (EOD), in passato anche Ecological Debt Day (EDD), cadrà il 22 agosto invece del 29 luglio l’anno scorso e del 1° agosto nel 2018.  “Ciò dimostra che cambiamenti importanti e rapidi sono possibili. Tuttavia questa riduzione della nostra impronta ambientale è stata imposta e non voluta. Non essendo accompagnata da un cambiamento del sistema produttivo e di consumo, purtroppo non durerà", ha dichiarato Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network. 

Earth Overshoot Day.   Per i ricercatori il rinvio della data rappresenta un “capovolgimento storico” rispetto alla tendenza sul lungo termine di crescente aggravio dell’impronta ecologica mondiale, anche se in piena pandemia i calcoli per stimare con precisione l’Earth Overshoot Day sono caratterizzati da alcune incertezze. Solitamente la data del superamento viene calcolata incrociando più di 15 mila dati Onu, completati da altri indicatori, ma quest’anno a causa delle incertezze e del fermo di molte attività istituzionali sono stati molto di meno.    Basandosi sui dati forniti dall’Agenzia internazionale dell’Energia, Global Footprint Network prevede un calo annuo dell’impronta carbonio del 14,5%, come conseguenza diretta del calo del consumo di energia del 9,5% tra il 1° gennaio e il giorno del superamento, il 22 agosto. Sullo stesso periodo le emissioni mondiali di CO2 diminuirebbero del 12,5% rispetto al 2019. “E’ un dato ottimista che dipenderà del mondo in cui avverrà il rilancio dell’economia” ha valutato il climatologo Philippe Ciais, co-autore di uno studio pubblicato su Nature che segna un calo del 10,3% delle emissioni inquinanti tra il 1° gennaio e il 15 maggio. In base ai primi dati post deconfinamento, in Cina le emissioni prodotte dall’industria sono in netta crescita da marzo, superando leggermente i livelli del 2019.

Risorse. Secondo i calcoli dell’Istituto di ricerca statunitense, nel 2020 sarà necessario l’equivalente di 1,6 volte le risorse  prodotte nell'intero anno dal nostro pianeta per coprire i fabbisogni in acqua, cibo, riscaldamento ed energia per spostarsi. E per farlo l’uomo continuerà a disboscare, distruggere la biodiversità ed inquinare l’atmosfera, facendo ulteriormente aumentare la concentrazione di CO2. Nel 1961 la popolazione mondiale consumava solo i tre quarti delle risorse naturali della Terra e il deficit, aumentato poi irrimediabilmente, ha cominciato ad accumularsi a partire dai primi anni ’70.

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