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Il plexiglass fa discutere I presidi: "Operazione complessa"

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"Conosco molto bene le strutture scolastiche italiane e in particolare quelle del Lazio e di Roma, posso dire che dovranno essere fortemente sensibilizzati i comuni, le province e le città metropolitane perché entro la fine del mese di agosto le scuole del nostro paese vengano adeguate con quanto la Ministra Azzolina ha dichiarato dopo l’incontro di ieri con il presidente Conte, per garantire che la riapertura delle scuole a settembre avvenga nella massima sicurezza personale e collettiva di studenti, docenti, personale Ata e dirigenti”. E’ quanto dice Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio. “Ad esempio - aggiunge Rusconi - il comune di Roma e Città Metropolitana in questo senso non ha proprio brillato per efficienza e celerità nelle determinazioni, un particolare che potrebbe apparire trascurabile ma così non è. La maggior parte dei banchi nelle scuole di Roma e del Lazio, ma forse anche d’Italia, sono biposto è questo rende complessa l’operazione per l’inserimento di divisori in plexiglass. Anche la creazione di elementi divisori in molte aule non è di semplice realizzazione”.   Aggiunge ancora Rusconi: “Nelle scuole del Lazio, ma anche in altre regioni, l’organico dei collaboratori scolastici (bidelli) è stato fortemente ridotto e questo crea un serio problema per l’andamento quotidiano generale della scuola. Infatti proprio ai collaboratori scolastici è demandata tra l’altro la sanificazione giornaliera dei bagni, e il controllo degli studenti negli edifici scolastici".  Quello che serve subito è una sinergia tra gli enti coinvolti. “Auspico che data la ristrettezza dei tempi e i diversi soggetti interessati - conclude il capo dei presidi del Lazio - ci possa essere la massima collaborazione sin da subito, perché soltanto cooperando attivamente si potrà evitare di arrivare agli inizi di settembre senza che le scuole siano dotate delle necessarie strutture”.

Toti. “Prima di acquistare i plexiglass per separare gli alunni ricorderei al ministro Azzolina che nelle nostre scuole mancano i docenti, le connessioni wifi, le biblioteche e...la carta igienica! Senza dimenticare che alcune scuole cadono a pezzi. Ripartiamo dalle basi...scolastiche”. Così scrive il Presidente della Liguria Giovanni Toti su Twitter.

Azzolina.  "Stiamo lavorando per il ritorno a scuola, di tutti, in piena sicurezza. Ma guardando oltre. Il nostro impegno è di consegnare una scuola più a misura dei desideri e delle necessità dei ragazzi, in un mondo che cambia a grande velocità". Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in un videomessaggio inviato agli studenti delle scuole superiori impegnati oggi a Biz Factory 2020, la finale nazionale di Impresa in azione, programma di imprenditorialità di Junior Achievement. "Ampliare gli orizzonti della didattica è un obiettivo che la scuola italiana persegue da tempo e che è divenuto ancora più urgente ora che la pandemia e le sue conseguenze ci hanno mostrato quanto sia importante essere pronti a reagire a situazioni di difficoltà trovando metodi alternativi ed efficaci per continuare a fare scuola".    "Ma non basta - ha aggiunto - accogliamo l’occasione di questo tempo tanto particolare: dobbiamo riprogettare la nostra scuola in una chiave ancora più moderna, rendendola attiva, pratica, digitale, che orienti e prepari al futuro. Iniziative come quella di oggi - ha sottolineato - sono importanti e utili per il ministero dell’Istruzione, per il governo e per tuti i lavoratori della scuola perché i progetti degli studenti ci aiutano a rendere quello che facciamo più vicino alle vostre esigenze e desideri. La scuola è prima di tutto vostra - ha detto rivolgendosi ai ragazzi - una seconda casa che deve accogliervi, formarvi e accompagnarvi verso il futuro di lavoratori e cittadini".   Infine, ha spiegato: "Un maggior accordo e una più attiva collaborazione con il mondo del lavoro e dell’impresa, un orientamento più incisivo nella scelta della scuola secondaria di secondo grado e poi del corso di laurea, anche sulla base delle esigenze del mercato, un forte impulso alla didattica delle competenze e delle esperienze, l’apertura ai luoghi della città come aule alternative, sono elementi che non possono più mancare nella scuola del futuro. Senza dimenticare - ha concluso - l’inclusività, da sempre fiore all’occhiello della nostra scuola".

 

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