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La protesta non si ferma Sfidato il coprifuoco

Usa

Le proteste negli Stati Uniti per la morte di George Floyd, ucciso dalla polizia a Minneapolis, non si fermano. Cortei e manifestazioni si stanno svolgendo in molte città della nazione, in alcuni casi sfidando il coprifuoco che questa notte riguarda le contee di Los Angeles, Santa Monica, Beverly Hills, San Francisco e Oakland (in California), Cleveland (nell'Ohio), New York City e Washington Dc. Il coprifuoco dalle 20:00 locali a New York resterà in vigore per tutta la settimana. Lo hanno reso noto le autorità della Grande Mela dopo le violenze della scorsa notte. Oltre duemila manifestanti stanno marciando ad Orlando, in Florida, per protestare contro l'uccisione da parte della polizia dell'afroamericano George Floyd. Lo ha reso noto la polizia di Orlando via Twitter, precisando che il corteo si sta spostando verso downtown e che la presenza degli agenti schierati è massiccia.

L'ira del vescovo. Dopo l’analoga foto davanti alla chiesa episcopaliana, l’eco mediatica della visita del presidente Trump al Santuario nazionale dedicato a Giovanni Paolo II provoca la dura reazione da parte dell’arcivescovo di Washington, che definisce “sconcertante” la strumentalizzazione politica di luoghi e simboli religiosi.    "Il presidente americano Donald Trump ha scelto questa modalità per opporsi alle proteste per la morte dell’afroamericano George Floyd, che da Minneapolis ha scatenato un’onda di violenze arrivata a mettere a soqquadro anche New York. Ma la scelta dei simboli religiosi ha suscitato dure reazioni da parte della Chiesa cattolica locale, dopo analoghe rimostranze da parte episcopaliana", sottolinea Vatican News.     “Trovo sconcertante e riprovevole – ha dichiarato l’arcivescovo di Washington Wilton D. Gregory – che qualsiasi istituzione cattolica accetti di essere manipolata e che di essa si faccia cattivo uso in maniera da violare i nostri principi religiosi, che invece ci chiamano a difendere i diritti di tutte le persone, anche di quelle con le quali possiamo non essere d’accordo” San Giovanni Paolo II, prosegue la nota, “era un ardente difensore dei diritti e della dignità degli esseri umani. Il suo lascito è una viva testimonianza di questa verità. Egli sicuramente non approverebbe l’uso di gas lacrimogeni e di altri deterrenti volti a silenziare, disperdere o minacciare queste persone solo per avere l’occasione di una fotografia di fronte a un luogo di preghiera e di pace”.

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