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Aeroporti, in 3 mesi persi 45 mln di passeggeri

coronavirus fase 2

Nel mese di marzo gli scali italiani hanno perso 12 milioni di passeggeri, ad aprile 16 milioni e a maggio, stando alle prime proiezioni, 17 milioni; in tre mesi il sistema aeroportuale nazionale registra quindi una contrazione di 45 milioni di passeggeri, rispetto a un anno fa. Lo rivela Assaeroporti, secondo cui i gestori aeroportuali sono stati costretti a chiedere la cassa integrazione per oltre 10.000 dipendenti. «È il peggior calo di sempre, siamo in presenza di tre mesi di blocco totale del trasporto aereo», dichiara il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona.

RIPARTENZA Secondo Palenzona, "le prossime settimane saranno decisive per porre le basi della ripartenza di un settore strategico per il nostro Paese. I correttivi al Dl Rilancio, le misure che saranno inserite nel Dl Semplificazioni e i prossimi Dpcm sono le ultime occasioni per garantire la mobilità del Paese, ripristinare i collegamenti con l'Europa e il mondo e conservare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il danno sarebbe irrecuperabile".  Assaeroporti sottolinea il rischio che la crisi comprometta la realizzazione degli imponenti piani di investimento previsti per lo sviluppo del sistema aeroportuale nazionale: "Alcuni scali, soprattutto quelli di minori dimensioni che svolgono un ruolo importante per lo sviluppo dei territori e per la mobilita' di cittadini e imprese, sono a rischio sopravvivenza".    "Migliaia di posti di lavoro sono in pericolo - osserva l'associazione - cosi' come un'enorme fetta dell'indotto turistico. In Italia, infatti, il 40% dei visitatori stranieri arriva in aereo, confermando il ruolo essenziale degli aeroporti per lo sviluppo del turismo. I due comparti muovono complessivamente circa il 17% del Pil nazionale e, senza adeguati interventi di sostegno, le ricadute si profilano drammatiche".

MERCATO SIA CONCORRENZIALE In tale contesto Assaeroporti accoglie favorevolmente la scelta di rilanciare Alitalia ma sottolinea come "l'eventuale adozione da parte del Governo di misure protezionistiche e selettive, tese a disincentivare la presenza di compagnie low cost nel nostro Paese, determinera' un cambio di scenario e il ritorno ad un trasporto aereo d'e'lite. Una circostanza negativa che si e' gia' verificata 15 anni fa quando, con la legge sui requisiti di sistema, si tento' di salvare Alitalia con i risultati nefasti che sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione oggi che Alitalia rappresenta - rispetto ad allora - non il 50% del traffico passeggeri, ma circa il 13% del totale, si corre solo il rischio di danneggiare pesantemente il trasporto aereo nel suo complesso".    Per questo l'Associazione degli aeroporti italiani chiede al Governo di assicurare un mercato concorrenziale che garantisca la mobilita' di passeggeri e merci. In particolare, mettendo a disposizione delle imprese aeroportuali "risorse accessibili, attraverso la creazione di un fondo dedicato, che compensi i gestori e gli altri operatori del settore per i danni subiti e consenta di ripartire guardando al futuro, preservando i livelli occupazionali e garantendo la realizzazione degli investimenti.

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