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Decine di arresti in Usa per proteste anti polizia

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USA Oltre 40 persone sono state arrestate a New York nell'ambito degli scontri tra manifestanti e polizia verificatisi durante le proteste per l'uccisione dell'afroamericano 46enne George Floyd a Minneapolis, avvenuta durante un fermo della polizia. A quanto riferiscono i media statunitensi, la polizia di New York accusa i manfiestanti fermati di "possesso illegale di armi". Uno di loro, per esempio, aveva un coltello mentre altri hanno picchiato un agente. Un'altra manifestazione del movimento nato sotto lo slogan #JusticeforGeorgeFloyd è attesa anche per oggi a Foley Square alle 16 ore locali (le 22 in Italia).

Trump: "Pronti a sparare"

Intanto le autorità comunali a Minneapolis, teatro di violente proteste, hanno avvertito la popolazione locale di stare lontana dal commissariato n. 3, perchè potrebbe "esplodere". La stazione di polizia è stata epicentro della nuova notte di proteste in città, quando alcuni manifestanti sono riusciti a scavalcare le recinzioni e dare fuoco all'edifico sia all'esterno che al suo interno. "Abbiamo notizie non confermate di materiale esplosivo nell'edificio", si legge in un tweet sull'account ufficiale della città di Minneapolis, "se siete vicini, per la vostra sicurezza, allontanatevi in caso l'edificio esploda". Il presidente Trump ha definitio i manifestanti "criminali che stanno disonorando la memoria di George Floyd". Il presidente ha fatto sapere di aver parlato con il governatore del Minnesota, Tim Walz, e di avergli detto che "l'esercito è con lui fino alla fine". "Quando iniziano i saccheggi, si inizia anche a sparare", ha concluso Trump.

METRO

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