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Guerriglia a Minneapolis Un morto nella notte

C'è scappato il morto nella seconda notte di violente proteste, scontri e saccheggi a Minneapolis, dovuti all'assurda morte di George Floyd avvenuta per soffocamento mentre veniva bloccato a terra da un agente di polizia. Stando a quanto riferiscono alcuni media americani, tra cui il New York Post, un saccheggiatore è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco davanti a un banco dei pegni. Ad ammazzarlo sarebbe stato il proprietario dell'attività.  Sui social intanto circolano le foto di diversi episodi di violenza:  in uno di questi si vede una donna anziana in sedia a rotelle che cerca di fermare i saccheggiatori e viene investita dal getto di un estintore. Ieri era stata un'altra giornata durissima da questo punto di vista. 

Non è quindi bastato  licenziare i quattro poliziotti coinvolti nella morte dell'afromaericano George Floyd per placare la rabbia della gente. Le immagini che raccontano gli otto minuti trascorsi con il ginocchio sul collo, mentre George Floyd implorava gli agenti che lo avevano fermato («Lasciatemi, non riesco a respirare») hanno del resto fatto il giro del pianeta.  

I poliziotti in assetto antisommossa con i gas lacrimogeni e proiettili in gomma, hanno cercato di arginare le violenze per tutta la notte:  ma quella dei manifestanti che hanno preso a sassate il commissariato di polizia e saccheggiato, appiccato il fuoco, alcuni negozi portando via televisori, capi d'abbigliamento e generi alimentari, è stata una autentica escalation. Mentre in tutto il mondo si riaccende il dibattito sul razzismo proprio ieri si è venuto a sapre che Il poliziotto che ha tenuto il ginocchio sul collo di Loyd, Derek Chauvin, 44enne in servizio da quasi vent'anni, era già finito sotto indagine per una sparatoria con morti nel 2006. Lo ha scritto il Daily Mail. Un altro degli uomini coinvolti, Tou Thao, avrebbe invece patteggiato una sanzione di 25mila dollari per uso eccessivo della forza tre anni fa.  

Dopo il primo giorno di proteste il governatore del Minnesota Tim Walz aveva denunciato su Twitter «una situazione estremamente pericolosa», invitando i dimostranti «per la sicurezza di tutti, a lasciare la zona». Anche il presidente Donald Trump ha annunciato che «su mia richiesta, l'FBI e il Dipartimento di Giustizia stanno già indagando sulla tristissima e tragica morte in Minnesota di George Floyd». 

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