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La spiaggia prenotata piace alla metà degli italiani

coronavirus fase 2

RELAX Voglia di sole e di mare. Dopo tanta clausura, tra divieti e impedimenti, sono tante le spiagge italiane che hanno cominciato a popolarsi. Soprattutto su quelle libere dove si fa fatica, come mostrano le immagini circolazione, a rispettare le distanze di sicurezza.

Un’indagine condotta per Facile.it da mUp research e Norstat. Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020 (a un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale) ci rivela che  più di 1 italiano su 2 (il 51,3% pari a 22,5 milioni di individui) è d’accordo con l’introduzione di sistemi di prenotazione per accedere alle spiagge libere.

In riva al mare… solo su prenotazione
L’introduzione di un sistema di prenotazione obbligatorio per accedere alla spiaggia riscuote consensi ai poli opposti del campione anagrafico preso in considerazione. Fra i più giovani probabilmente perché non sono intimoriti dalla paventata necessità di prenotazione digitale (tra i rispondenti tra i 18 e i 24 anni i favorevoli salgono al 55,1% e al 57% tra chi ha 25-34 anni).

Fra gli over 65, forse più preoccupati dalla propria salute e dai possibili rischi di contagio, la percentuale di chi è favorevole alla prenotazione obbligatoria anche per la spiaggia pubblica sfiora il 58%. A livello territoriale, invece, vedono con maggiore positività un sistema di prenotazione i residenti delle regioni del Nord Ovest e del Nord Est (con percentuali prossime al 54%).

Se si guarda invece a coloro che si dichiarano poco favorevoli o del tutto contrari all’idea di dover prenotare un posto anche sulla spiaggia libera, a fronte di un valore nazionale pari al 31%, la percentuale sale al 41% tra gli individui con età compresa tra i 55 e i 64 anni.

I meno favorevoli, a livello territoriale, risultano i rispondenti residenti nelle regioni del Centro, del Sud Italia e nelle Isole: forse perché abituati a godere in libertà delle spiagge pubbliche, tra loro più di 1 su 3 boccia in partenza il sistema di prenotazione.

Distanziamento sociale in spiaggia
Il distanziamento sociale in spiaggia è, e lo sarà sempre più con l’avvicinarsi dell’estate, un elemento particolarmente critico; ma se all’interno degli stabilimenti balneari privati saranno i gestori a garantire il rispetto delle regole, nelle spiagge libere, in assenza di norme precise come ad esempio l’accesso tramite prenotazione, molto dipenderà dal buon senso dei cittadini. Ecco perché spaventa vedere che, come già evidenziato dall’indagine commissionata da Facile.it, quasi 1 italiano su 3 (il 32,4%) ha ammesso di non sapere con certezza quali siano le regole da rispettare in spiaggia; percentuale che sale al 44,1% tra i residenti al Nord Est. Se ad una situazione oggettivamente complessa si aggiungono regole che, magari, possono variare da regione a regione, la confusione aumenta. Il risultato? Il 30,1% dei rispondenti, pari a 13,2 milioni di cittadini, ha dichiarato di non sapere se riuscirà a rispettare il distanziamento sociale in spiaggia o, peggio, è già sicuro che non riuscirà a farlo.

F.P.

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