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Contagi in frenata solo nelle zone super blindate

il virus cinese

ROMA «La richiesta della Lombardia di chiudere uffici e negozi (salvo alimentari e farmacie) credo vada considerata e valutata. Vedremo nei prossimi giorni». Così il commissario all’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, nel corso del punto con i media. L’istanza avanzata dal Governatore Fontana è basata sulla constatazione che «dai dati esaminati abbiamo visto che la “zona rossa” di Lodi e Codogno è l’unica area in cui l’evoluzione dell’infezione si sta invertendo e si sta riducendo, diversamente dal resto della Lombardia». Dunque la blindatura sembra funzionare solo se rigida e completa.

Bollettino pesante

Il bilancio aggiornato parla di 10.149 persone contagiate in totale, con 8.514 attualmente positive (529 in più, ma con un aggiornamento incompleto dei dati della Lombardia), 1.004 guarite (280 in più) e 631 decedute (168 in più). Degli 8.514 attualmente positivi al Coronavirus, 5.038 sono ricoverati con sintomi, 2.599 in isolamento domiciliare e 877, il 10%, in terapia intensiva. La maggior parte dei casi positivi sono in Lombardia (4.427), Emilia-Romagna (1.417) e Veneto (783).

Un milione di mascherine

Ieri c’è stata l’esigenza di trasferire 5 persone dalla Lombardia ad altre regioni vicine ed è stata attivata la Centrale remota operativa di soccorso sanitario. Come fascia d’età i nuovi decessi sono stati per il 32% tra 70 e 79, mentre per il 45% tra 80 e 89 anni. Il maggior numero di decessi si è avuto in Lombardia (135), seguita da Emilia-Romagna (15) e Veneto (6). «Abbiamo distribuito oltre 300 mila mascherine - ha precisato Borrelli - da oggi ne saranno distribuite oltre un milione al giorno sulla base delle esigenze delle Regioni. Abbiamo distribuito anche ventilatori per le terapie intensive: oltre a quelli del contratto stipulato dal Dipartimento, ci sono anche quelli acquisiti da Consip. La disponibilità complessiva è di 2.264 ventilatori per la terapia intensiva e 1.654 per quella subintensiva». Borrelli ha ricordato anche che «non c’è alcuna ragione per correre ad accaparrarsi generi alimentari e prodotti per la pulizia e l’igiene: si tratta di materiale sempre in distribuzione».

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