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Calcio europeo nel caos Un'altra lezione di Klopp

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L’organizzazione generale del calcio europeo, messa a durissima prova dall’emergenza Coronavirus, è un rebus. L’incertezza è totale. La Spagna, ieri, martedì 10, ha bloccato i voli con l’Italia: «Eccezioni sono previste per aerei di Stato, scali non a scopi commerciali, voli cargo, voli di spostamento e posizionamento, voli umanitari, medici e d’emergenza», recita la regola ufficiale. Non tira aria di eccezioni per i calciatori e i loro voli, charter o di linea che siano. Buio totale, quindi, su Siviglia-Roma e Inter-Getafe di giovedì 12 in Europa League (la Uefa è stata sollecitata dai club ma finora non si è espressa), e ovviamente sui ritorni. Quanto alla Champions, Bayern Monaco-Chelsea del 18 e Paris St.Germain-Dortmund di stasera, mercoledì 11, saranno a porte chiuse (non così Lipsia-Tottenham di ieri sera, però), e così Juventus-Lione del 17 (così dicono i francesi, perplessi) ma che ne sarà di Barcellona-Napoli, sempre il 18? Bartomeu, n°1 dei catalani, si è detto sicuro che il Napoli arriverà a Barcellona, ma non si sa bene come. Capitolo nazionali. Anche l’amichevole Germania-Italia (del 31 marzo) si giocherà a porte chiuse. Quanto all’Europeo, si addensano nubi nere. Nell’attesa che la Uefa batta un colpo.

Intanto, un’altra lezione di stile e di buon senso viene da Juergen Klopp, allenatore del Liverpool, che ha parlato alla vigilia del match di Champions contro l’Atletico. Un giornalista gli ha chiesto se avesse paura di contagi per i suoi giocatori, un commento sulla decisione presa in Inghilterra di combattere tutto ciò proibendo le strette di mano fra calciatori e arbitri e sulla possibilità che si giochi a porte chiuse. La risposta è stata tagliente: «Tu vivi a Madrid e hai paura vero? Il calcio è una parte della società ma abbiamo tutti questo problema, anche chi non gioca. È questo che odio di queste domande, mi chiedi queste cose e poi voli fino a qui quindi pensi che il calcio sia qualcosa per cui valga la pena. Noi giochiamo facendo la nostra parte, il tuo lavoro è fare informazione e spero tu lo faccia meglio di come fai domande». Ci sono cose più importanti del calcio, «e lo stiamo capendo».

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