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Piemonte diviso in due I medici: «Non basta»

TORINO

Salute Nove decessi in Piemonte per il Coronavirus e 373 contagiati: tra questi  anche il governatore Cirio risultato positivo al tampone a cui si è sottoposto dopo aver incontrato  Nicola Zingaretti. Questa è la situazione in Regione nel giorno in cui il decreto del governo la divide in due, inserendo tra le zone “blindate” le province Asti, Alessandria, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, lasciando fuori Torino, Biella e Cuneo.

La zona rossa  
Il territorio di confine con la Lombardia è off-limits. Fino al 3 aprile saranno limitati i movimenti, tranne per motivazioni lavorative o emergenziali. Nel weekend centri commerciali chiusi e ristoranti con serrande abbassate già alle 18. Chi ha 37,5 di febbre è invitato a stare a casa. Nel resto del Piemonte, invece, sono in vigore le restrizioni come nel resto di Italia, quindi scuole chiuse fino al 15 marzo, divieto di assembramento e locali chiusi. 

L'appello dei medici
Salgono i numeri e la preoccupazione. Ieri nove decessi e raddoppiati i ricoveri, così l’ordine dei medici del Piemonte ha chiesto di dichiarare l’intera regione come zona rossa. “Il contagio sta avanzando in modo esponenziale”, dicono considerando la richiesta “indispensabile per tutelare la salute di tutti”.

Cirio positivo
Tra i contagiati c’è anche il governatore Cirio. Lo ha annunciato lui stesso ieri durante una diretta social, spiegando che sta bene e continuerà a lavorare da casa, dove è isolato. Testati anche i suoi collaboratori. Il governatore ha ricevuto solidarietà bipartisan, un messaggio di vicinanza anche dal presidente Mattarella. Cristina Palazzo

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