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«L'unica arma è ridurre la nostra attività sociale»

Milano

Salute  Andare da casa al lavoro e dal lavoro a casa, è consentito. Così come si potrà andare a fare la spesa, in farmacia; dal medico. Ma una cosa deve essere chiara: «L’unica arma che abbiamo per evitare il contagio è ridurre in modo drastico l’attività sociale». In estrema sintesi, è il contenuto del decreto pubblicato ieri dal Governo. A spiegarlo, l’assessore regionale Gallera, il quale ha sciolto alcuni dubbi che hanno spinto centinaia di persone o a lasciare la regione o a farvi ritorno. Assicurata quindi l’attività economica e la libera circolazione delle merci tra regioni, così come è data la possibilità di fare ritorno al proprio domicilio per quanti sono via. E questi sono i lati positivi. Quelli negativi arrivano dai numeri degli ospedali, un «bollettino impressionante» per lo stessa Gallera: 4.189 i contagiati (+ 769 in 24 ore), 257 i deceduti (+113 rispetto a sabato), 2.217 i ricoverati  (+556), 399 quelli in terapia intensiva (il 65% ha più di 65 anni), 756 in isolamento domiciliare, 550 i dimessi. I posti in terapia intensiva sono ora 497. Insomma, una crescita esponenziale, favorita da alcuni atteggiamenti che i milanesi continuano a tenere, nonostante gli avvertimenti. Sabato migliaia di persone hanno affollato i Navigli, ieri lunghe file si sono registrate davanti ai supermercati. Un menefreghismo che le nuove regole - bar e ristoranti chiusi dalle 18, centri commerciali serrati nei week end - mirano a bloccare. Divieti per la salute di tutti. Andrea Sparaciari

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