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Polunin gioca a fare Rasputin danzando

Sergei Polunin RASPUTIN

DANZA Una rockstar della danza dall’animo irrequieto e ribelle. Così è definito dai critici il 30enne ballerino classico, attore e modello ucraino Sergei Polunin. È lui ad attirare milioni di fan alle sue esibizioni, dalla Scala alla Royal Opera House di Londra, dal Bol’šoj di Mosca al Bayerische Staatsballet dove oggi è ospite permanente. La sua irruenza e il suo carisma di giovane artista li porterà anche, il 18 e il 19 aprile, sul palco del Teatro degli Arcimboldi per la prima nazionale di “Rasputin”, il balletto coreografato da Yuka Oishi e con la musica originale di Kirill Richter, astro del minimalismo musicale russo.

Qui Polunin racconterà, a passi di danza, la vita inquieta e leggendaria di Grigorij Rasputin, il mistico consigliere di Nicola II, ultimo zar di Russia. La superficie del palco raffigurerà una scacchiera dove si giocherà per il potere. Sarà in questo spazio che Rasputin, con il corpo muscoloso e tatuatissimo di Polunin, declinerà, dal suo metro e ottanta di altezza, sentimenti di vita umana, alle volte contrastanti, come intrigo, perfidia, rischio, passione, delirio, intuizione, rabbia e vendetta.

Scampato a numerosi tentativi di omicidio, Rasputin trova oggi in Polunin la sua massima espressività. Perché quelle sue mani come artigli, quella testa penzolante a bordo del palco, quegli occhi che roteano, vibrando in un incessante anelito all’immortalità, sapranno condurre lontano dalle norme del balletto classico tradizionale. «Rasputin – spiega la coreografa Yuka Oishi – era un uomo dissoluto e vulnerabile, spinto dal bene e dal male. Per questo il palco è a quadri bianchi e neri poiché molti dei giocatori di questa partita sono forti o deboli, a seconda del momento. A volte Rasputin è un giocatore forte, altre una pedina» (teatroarcimboldi.it).

 

 

ANTONIO GARBISA

 

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