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Ghini: «I buoni al cinema mi annoiano da sempre»

Massimo Ghini La volta buona

CINEMA Un procuratore calcistico inseguito dai creditori e rovinato dal vizio del gioco e un giovane ragazzino uruguaiano con grande talento calcistico. Tutti e due cercano un’occasione per salvarsi dalla loro realtà. Anzi “La volta buona”, come recita il titolo del nuovo film di Vincenzo Marra, dal 12 in sala con il piccolo Ramiro Garcia e un Massimo Ghini cinico e miserabile che non può non far pensare ai mostri del cinema di Dino Risi.

Come dice lui: «Il mio Bartolomeo e Pablito si incontrano nella cornice del calcio di oggi, molto violento, e io incarno tutto il cinismo del caso. Ho proprio pensato ai film di Risi e ho amato il fatto che Bartolomeo non fosse un buono ma un uomo vero con il suo cinismo e con la pietas che esce fuori alla fine».

E Ghini di cattivi cinematografici ne sa qualcosa, dai tempi dell’indimenticato “Compagni di scuola”, e nei loro panni si trova benissimo: «Da allora ho cercato di scrollarmi di dosso questa immagine ma mi sono capitati molti cattivi, cinici, fascisti, non so il perché ma so che non amo i buoni al cinema perché in realtà mi annoiano. Sono già io un buono nella vita reale ma nella finzione voglio essere ciò che non potrei altrimenti essere».

 

 

SILVIA DI PAOLA

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