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Dall’Eliseo al Quirino la ribalta è servita

Un tram che si chiama desiderio

DEBUTTI Nei teatri di Roma, una settimana all’insegna dei grandi autori e con attori d’eccezione pronti a prendersi la ribalta.

Un tassello quasi dimenticato nella geniale produzione di Henrik Ibsen, “Il costruttore di Solness” va in scena dal 3 al 22 all’Eliseo nel visionario allestimento diretto da Alessandro Serra e interpretato da Umberto Orsini.

Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci sono i protagonisti della burrascosa storia raccontata in “Un tram che si chiama desiderio”, il capolavoro di Tennessee Williams che mise alla berlina le ipocrisie della morale americana, sdoganando temi come l’omosessualità, il sesso e il disagio mentale. Dal 3 al 15 marzo al Quirino.

Il fuoriclasse del tennis Roger Federer dal 5 al 29 al Piccolo Eliseo diventa un pretesto per confrontare il sublime con il normale nel divertente e acuto “Roger”, un monologo scritto e diretto da Umberto Marino e portato in scena da Emilio Solfrizzi.

Dal 6 all’8 al Torlonia, Elena Arvigo dà corpo e voce all’appassionato carteggio tra l’attrice Marta Abba e Luigi Pirandello in “Non domandarmi di me, Marta mia…”, svelando lati passionali e poco conosciuti nel carattere del drammaturgo siciliano.

Dal 4 al 22 all’Anfitrione, infine, a dieci anni dalla sua scomparsa, Pietro Romano rende omaggio al maestro Mario Monicelli, con “Il solito ignoto”, uno spettacolo vagamente ispirato ad uno dei capisaldi del cinema comico italiano.

 

 

DOMENICO PARIS

 

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