Meteo
 


Fatti&Storie

Migranti, greci e bulgari rafforzano i confini con Turchia

SIRIA

Centinaia di migranti sono stati bloccati da poliziotti greci alla frontiera con la Turchia, ore dopo che Ankara ha annunciato che non avrebbe più impedito loro di recarsi in Europa. Per questo, Atene ha rafforzato i controlli al confine "al massimo livello possibile".  I rinforzi della polizia greca sono stati schierati ai posti di blocco alle frontiere del Paese con la Turchia oggi per impedire ai migranti di entrare in Grecia, hanno riferito testimoni e un funzionario. Diverse decine di persone si sono accumulate sul confine terrestre a Kastanies, nel nord-est della Grecia, tra i due Paesi. Gli autobus della polizia greca sono stati visti impedire l’accesso ai migranti. “Non entreranno nel Paese. Sono migranti irregolari, non li lasceremo entrare", ha detto all’agenzia di stampa Reuters un funzionario del governo.

Bulgaria. Anche la Bulgaria mostra preoccupazione per la decisione della Turchia di non bloccare i rifugiati che dalla Siria vogliono raggiungere l'Europa. Dopo una riunione straordinaria del governo, il premier Boyko Borisov ha annunciato il rafforzamento della protezione del confine sud-orientale. La protezione, ha spiegato il premier citato dai media locali, è stata rafforzata da un lato a causa del coronavirus, e dall'altro dopo le notizie di grandi gruppi di migranti che si radunano intorno alla città di Edirne, situata vicino al confine turco con Bulgaria e Grecia. "È molto preoccupante che la guardia di frontiera turca si sia ritirata", ha sottolineato. 

Pronti 1000 militari. La Bulgaria è pronta a schierare anche fino a mille militari al confine con la vicina Turchia per prevenire afflussi di migranti irregolari, ha detto oggi il ministro della difesa. Krasimir Karakachanov ha affermato che la polizia di frontiera ha impedito a due gruppi di circa 30 persone di entrare in Bulgaria dalla Turchia all'inizio di venerdì, dopo che Ankara ha dichiarato che non avrebbe più impedito ai rifugiati siriani di raggiungere l'Europa. La Bulgaria, un membro dell'Unione Europea con un confine terrestre di oltre 300 chilometri con la Turchia, non ha subito pressioni da parte dei migranti che cercano l'ingresso negli ultimi anni. Sofia ha affermato che non consentirà massicci afflussi di migranti in un momento in cui sta intensificando le misure preventive ai confini per evitare la diffusione del coronavirus nel Paese.

Ankara.  Il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, ha dichiarato che i confini sono stati riaperti perché sovraffollati a causa della crisi in atto a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, da dove circa un milione di profughi è in fuga verso la Turchia. "In seguito alla crisi in atto a Idlib tutti i confini sono sovraffollati. A questo punto sta alla comunità internazionale intervenire con passi concreti per fermare la crisi in atto a Idlib e in Siria", ha detto il portavoce e consigliere del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Germania. Il dramma dei migranti sulle isole greche ed il ricatto di Ankara di “aprire le frontiere” sono la “vergogna d’Europa”: lo scrive l’autorevole quotidiano economico tedesco Handelsblatt, che ricorda come già prima dell’inasprirsi del conflitto in Siria dall’inizio dell’anno sono aumentati del 50% gli arrivi di profughi dalla Turchia all’Egeo rispetto al 2019, tanto che “in alcune isole ci sono oramai più migranti che abitanti”.    Il giornale ricorda come “la pressione migratoria sull’Europa cresca sempre di più”, diventando per il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis “una questione fatale”. Secondo Handelsblatt, il governo turco dovrebbe rafforzare di più i confini marittimi verso la Grecia: troppo tardi, stando alle notizie della scorsa notte. Mentre lo Spiegel titola “Fuori controllo” il servizio sull’attacco contro i soldati turchi a Idlib e la nuova crisi dei migranti, ieri era stato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas a definire al Consiglio di sicurezza dell’Onu “un crimine di guerra” gli attacchi delle forze di Damasco e della Russia sulla popolazione civile. “Misure volte a lottare contro il terrorismo non liberano nessuno dall’obbligo di rispettare il diritto internazionale”, ha aggiunto il capo della diplomazia tedesca.     Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica un ampio alla situazione in Siria, centrando l’attenzione sul ruolo della Russia: “La chiave per scongiurare le due catastrofi – quella che riguarda i destini così come quella militare – si trova a Mosca. Solo il presidente russo Vladimir Putin può impedire all’autocrate siriano Assad a continuare la sua devastante campagna militare. Per questo 14 ministri degli Esteri dell’Ue hanno rivolto il loro appello non solo ad Assad, ma anche a Putin. Altrimenti quel che si rischia è in bagno di sangue”. Per la Faz è il presidente russo ad avere in mano una “leva molto efficace” in Siria: “Se il capo del Cremlino vuole, può mettere la Turchia e l’Europa di fronte a milioni di profughi”. Una situazione potenzialmente esplosiva: il quotidiano tedesco ricorda che “in 9 anni di guerra in nessun momento c’erano più persone in fuga di quante ce ne siano oggi. Solo da dicembre sono diventati profughi un milione di civili. Solo nel campo di Atmeh si trovano momentaneamente 2 milioni di persone. Temono per la loro vita, stretti tra le fortezze frontaliere turche e l’esercito dell regime siriano”.

Articoli Correlati
Fatti&Storie