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Borse, caduta libera Anche Wall Street in picchiata

il virus cinese

Anche l'ultima seduta della settimana di Piazza Affari si chiude in netto calo: il Ftse Mib ha fermato le contrattazioni in ribasso del 3,58%, sfondando al ribasso quota 22mila punti. Le vendite non risparmiano nessun settore e sono appena tre i titoli del paniere principale che chiudono in territorio negativo. Pesanti i bancari con Bper che perde circa 4,75 punti percentuali ed Unicredit che lascia sul terreno il 3,87%. Affondano anche i titoli più difensivi, come quelli di reti e utilities: male Hera e Snam. Nei petroliferi limita i danni Saipem (-1,44%); fra gli industriali si salva Prysmian (+0,42%), soffre l'auto ma ad essere particolarmente venduta è Leonardo (-4,13%). Nel lusso si avvicina alla parità Moncler; è brillante Amplifon. Telecom Italia, fra i titoli che hanno retto meglio durante la settimana, chiude a -5,1%. Male anche Atlantia, che oltre alle incertezze sul dossier Autostrade, ora paga i cali di traffico su strade e aeroporti.

Europa. Le Borse europee chiudono a picco e perdono oltre il 3,5%, in quella che per i mercati azionari globali è la peggiore settimana dal 2008. Il timore di una pandemia affossa i listini. In Europa gli indici  recuperano un po' nel finale e Londra cala del 3,11% a 6.584 punti,  Francoforte del 3,93% a 11.881 punti, Parigi del 3,38% a 5.309 punti.  L'indice europe Stoxx 50 chiude in discesa del 3,62%.

Wall Street. Un venerdì da dimenticare per Wall Street che scende a precipizio, con i tre listini che arretrano circa il 2%, dopo aver essere scesa oltre il 4%.

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