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La Gomera l’isola dei fischi per un insolito noir

La Gomera

CINEMA L’ispettore di polizia doppiogiochista c’è e c’è anche la femme fatale di turno e, ovviamente, un colpo da fare. Ma a sorprendere c’è anche qualcosa di inedito, il linguaggio dei fischi. Anzi il silbo gomero, lingua parlata da pugno di abitanti delle Canarie e qui usata per comunicare senza farsi comprendere da tutti gli altri. Qui, in  questo curioso crime dramma, “La Gomera”, che oggi arriva al cinema, dopo esser passato in concorso all’ultimo festival di Cannes e aver rappresentato la Romania nella corsa agli scorsi Oscar.

Curioso, complesso, sorprendente e che il regista, Corneliu Porumboiu, spiega così: «All’interno del contesto di un’investigazione molto ambigua, racconto la storia di un poliziotto disilluso che va sull’isola de La Gomera per incontrare una donna e imparare la lingua dei fischi. Ma tutto si complica e niente va secondo i piani. Il poliziotto intraprende un viaggio iniziatico, un’avventura a scatole cinesi piena di colpi di scena. Il tutto è nato dalla scoperta di questo linguaggio dei fischi».

Il che significa che il film è stato strutturato in base al linguaggio: «Qui la lingua El Silbo codifica il linguaggio parlato e il film. Ho voluto giocare con i codici di diversi generi cinematografici, dal poliziesco, al noir, al western, alla commedia. Volevo raccontare una storia di personaggi che mentono, che fanno tutti un doppio gioco».

 

 

 

SILVIA DI PAOLA

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