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Il virus su Wall Street la settimana peggiore dal 2008

il virus cinese

Il coronavirus sta facendo ballare pesantemente Wall Street, che è capitolata per la sesta seduta consecutiva, così come le altre principali Borse del globo. Il Covid-19, ormai diffuso in 47 Paesi, sta mettendo sotto pressione le imprese e la catena delle forniture. Lo S&P 500 ha ceduto il 4,4%, la perdita più accentuata dall'agosto del 2011. Lo S&P 500 si avvia ad archiviare la settimana peggiore dalla crisi finanziaria del 2008, dopo aver bruciato oltre il 10% rispetto ai massimi dello scorso 19 febbraio, entrando tecnicamente in correzione. In picchiata anche le Borse europee e i listini asiatici. A spaventare gli investitori, la notizia di contagi in Germania e Stati Uniti con origini ignote: uno sviluppo che complica la lotta al virus.

Dazi.  L'ultima volta che Wall Street aveva perso così tanto risale alla fine del 2018, sull'onda della guerra dei dazi e di tassi d'interesse in rialzo. In correzione anche Dow Jones che oggi ha perso il 4,42%, così come Londra (-3,49%). Tutte le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno registrato perdite superiori al 3%. In calo i mercati asiatici tranne Shanghai, in marginale rialzo dello 0,1%.

Trump. Trump aveva tentato ieri di rassicurare i mercati, parlando di rischi "molto bassi" per gli Stati Uniti ed affidando al vice presidente Mike Pence la cabina di regia della risposta al virus. Secondo indiscrezioni di stampa, la Casa Bianca starebbe censurando le informazioni sui contagi in Usa per evitare il panico.

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