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«Tornare alla normalità Serve riavviare il Paese»

il virus cinese

ROMA «Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il Made in Italy e il turismo». È l’appello lanciato da imprese e sindacati. «Bisogna lavorare insieme - hanno sottolineato Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria e Confesercenti insieme a Cgil, Cisl e Uil - per consentire al nostro Paese di superare questa fase in maniera rapida ed efficace».

Piano investimenti

Le forze sociali hanno ricordato che, «oltre alle misure urgenti, questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio degli investimenti che contempli misure forti e straordinarie». Intanto il governo si appresta a varare un decreto d’emergenza, sullo “schema terremoto”, con una dote iniziale di circa 500 milioni per fronteggiare l’impatto sull’economia nella “zona rossa”. Il decreto emanato dal Mef a inizio settimana prevede la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari per le “zone rosse” sino al 31 marzo. Quelli che il governo si appresta a varare dovrebbero completare il quadro con lo stop ai contributi previdenziali, alle rate dei mutui e ai pagamenti delle bollette e dei premi assicurativi.

Allarme turismo, perdite miliardarie

Il panico da coronavirus sta mandando a picco il turismo italiano: da Israele che blocca i passeggeri provenienti dal Belpaese, alla Russia che interrompe la vendita dei pacchetti per la penisola, sino a Wizz Air che cancella i voli per il Nord Italia. Secondo Assoturismo le agenzie di viaggio hanno già perso 200 milioni di euro di prenotazioni per marzo. Per Confturismo nel prossimo trimestre ci saranno 22 milioni di presenze in meno, con una perdita di 2,7 miliardi di euro.

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