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Da Eboli i fiori belli da guardare e da mangiare

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Fiori da coltivare, fiori da guardare, fiori da mangiare. C’è chi ha deciso di creare una nuova impresa partendo proprio dai fiori, in una delle terre del sud-Italia baciate dal sole. Siamo a Eboli, quarantamila anime nella provincia di Salerno, nella piana bagnata dal fiume Sele. Qui una giovane imprenditrice ha deciso di seguire le proprie passioni, partendo dalla storica azienda di famiglia e innovando a modo suo. «Ho scommesso sui fiori. In fondo con i fiori si possono fare tante cose. I fiori sono una gioia contagiosa, ma soprattutto c’è da dire che i fiori sono belli e ci fanno stare bene. E la bellezza ci salverà», afferma Annamaria Cascone, 34enne nata a Battipaglia, in tasca un diploma di ragioneria e una formazione tutta sul campo. «La mia azienda agricola l’ho aperta dieci anni fa, ma in famiglia siamo contadini da ben cinque generazioni. La nostra storica Azienda Agricola Cascone produce le insalatone da taglio, prime tra tutte la rucola o i lattughini, diffusissimi in queste terre. Abbiamo diciotto ettari in cui facciamo queste coltivazioni», precisa Annamaria.

Imprenditrice per professione, innamorata della terra per vocazione. «Ho innovato questo lavoro a modo mio: tutto nasce da un forte bisogno di tornare ad amare la terra. Volevo altro rispetto alle colture monocolore di verde chiaro o scuro tipiche dell’insalatina, così ho rimesso un po’ di colore nei campi», dice Annamaria. Una coltivazione dei fiori in chiave moderna: così i fiori diventano commestibili per squisiti e colorati piatti d’autore. Quelli però che non finiscono nel piatto perché scartati sono usati per dare vita ad una vasta gamma di profumi per donna e fragranze per ambienti. «Si tratta di soluzioni realizzate con prodotti in eccedenza che altrimenti sarebbe destinato alla spazzatura. Così raccolgo comunque i fiori, non li butto e li porto in un laboratorio olfattivo che li recupera, realizzando delle essenze», precisa Annamaria, che realizza anche sapone con l’olio ottenuto dalle olive. Un mercato anche internazionale, con la Danimarca primo Paese per l’export.

Tutto è cominciato con un centinaio di piante e gli amici di una vita che l’hanno spinta in questa nuova impresa. Oggi Annamaria coltiva principalmente la violetta: ne ha ventisettemila piante. Poi nella sua azienda c’è la fucsia, una pianta dal sapore agrumato. E ancora ci sono le margherite e le bocche di leone per una coltivazione a terra. Un ritorno al passato. perché negli anni ’80 la famiglia di Annamaria aveva già un’azienda floricola, convertita poi negli anni ’90 a campi da coltivare. «Mia nonna da giovane raccoglieva gardenie e peonie. Oggi mio padre, che ha 73 anni, mi vede andare in giro con queste vaschette di fiori ed è felice. In fondo ho unito i puntini di una storia che continua», dice con orgoglio Annamaria. E su una cosa è convinta. «Noi donne viviamo la terra in maniera differente, con l’istinto materno che ci porta a proteggere il patrimonio naturale. È un rapporto viscerale. È questo il nostro valore aggiunto».

Giampaolo Colletti

@gpcolletti

 

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