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Trenord-pendolari guerra sul taglio ai treni

Milano/Coronavirus

TRASPORTI In questi giorni il numero dei passeggeri dei treni è drasticamente diminuito. Trenord ha così “rimodulato” il servizio, tagliando alcune corse, come la S2, la S3 e la S12. La mossa non è piaciuta per niente ai comitati dei pendolari, che non hanno usato mezzi termini. Parlano di «pesantissime cancellazioni», fatte «a caso», e che determinano «il venirsi a creare dell'unica situazione assolutamente da evitare: l'affollamento che non fa altro che aumentare l’esposizione dei viaggiatori al contagio». E invitano il prefetto e il presidente Fontana a verificare la compatibilità della decisione dell’azienda con le direttive del ministero della Sanità. Trenord risponde per le rime. Anzitutto «diffida chiunque dal sostenere che l’azienda “esponga i viaggiatori al contagio”». Quanto alle «pesantissime cancellazioni» lamentate dai pendolari, sottolinea che si tratta invece di «provvedimenti circoscritti presi in accordo con le Autorità sanitarie e di sicurezza: in questi giorni a fronte di un calo dell’utenza del 60% - da 820mila a 350mila passeggeri giornalieri - è cancellato l’8% delle 2300 corse effettuate ogni giorno in Lombardia». Cancellazioni che, comunque, sono state comunicate «appena possibile, nell’ambito di una situazione di criticità in continuo aggiornamento». 

Tempo più sereno, invece, sul fronte Rfi: dopo la sanificazione di Casalpusterlengo, da ieri mattina alle 6 è riaperta la Lodi-Piacenza. Restano i problemi legati al deragliamento del 6.

SERGIO RIZZA

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