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Bar e pub chiusi Dubbi e polemiche

Milano/Coronavirus

MILANO È entrata in vigore ieri (con validità fino a domenica 1° marzo compreso) l’ordinanza regionale che, permettendo ai ristoranti di rimanere aperti, dispone la chiusura dalle 18 alle 6 del mattino per “bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico”. La frase sembra chiara, si vogliono evitare “assembramenti”; in realtà, accomuna esercizi diversissimi e disorienta molti. Francesco, proprietario di una birreria, si sfoga con Metro: «Perché il mio locale, che ha una cucina e dei tavoli, deve chiudere, e un ristorante no? L’ordinanza poi fa una grave confusione tra locali “di intrattenimento”, come le discoteche, e tutti gli altri. Perché un bar con cucina può stare aperto all’ora di pranzo, ma deve chiudere dalle 18? Va bene la protezione della salute, ma una norma così non ha senso».

Sembra dargli ragione una fonte qualificata dell’Epam, che a Metro dice: «Abbiamo ricevuto centinaia di telefonate di gestori incerti. Il problema di questa ordinanza è che il modo con cui è scritta non è in linea con il linguaggio normativo usuale». Non è solo una questione di astratte definizioni, quindi. «Una birreria con cucina non è diversa in nulla da un ristorante, e per noi può rimanere aperta», continua l’Epam, «ma di fronte a un locale con tavola calda non possiamo dare consigli, c’è troppa incertezza». Dove invece i consigli li dà, dopo consulto specifico con la Regione, è per certe attività promiscue: «Il ristorante sì, il ristorante con concertino, no». Nel dubbio, pare di capire, molti hanno deciso di chiudere la serranda. E buonanotte. L’assessora al lavoro e alle attività produttive, Cristina Tajani, sul proprio profilo Facebook ha scritto: «Sono un bar o un ristorante? Moltissimi operatori ci stanno contattando in queste ore per avere delucidazioni». La risposta (vedi box sotto) è articolata. Ma il problema resta. Conclude l’Epam: «Massimo rispetto per le istituzioni e le esigenze della salute. Chiediamo però incessantemente chiarezza. E di considerare, per il dopo, l’impatto economico devastante sulle attività».

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

La Regione elenca i casi specifici
L’assessora Tajani riferisce il parere della Regione: gli esercizi che prevedono più attività (hotel con bar, ristorante con bar, locali da ballo con ristorante) devono seguire le regole previste per le singole attività, ovvero, bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 6. Tranne i bar all’interno di hotel che restano aperti per garantire il servizio ai soli ospiti. Altresì i bar dei ristoranti restano attivi per il solo servizio di supporto alla ristorazione.

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